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Il prigioniero del terrore

Regia di Fritz Lang vedi scheda film

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La recensione su Il prigioniero del terrore

di jonas
8 stelle

Un uomo viene dimesso dalla clinica psichiatrica dove ha trascorso gli ultimi due anni e, prima di tornare a Londra, si ferma a una fiera di beneficenza in favore delle vittime di guerra: qui vince una torta grazie al suggerimento di una chiromante, ma sul treno un finto cieco glie la sottrae prima di finire ucciso sotto un bombardamento aereo; allora, per scoprire cosa nascondesse di tanto prezioso, lui ingaggia un detective e contatta i direttori dell’associazione che aveva organizzato la fiera (fratello e sorella, profughi austriaci). Quando dico che i film di Lang vanno visti sempre e comunque, ho in mente proprio casi come questo: un gioiellino che, incastonato fra due gemme di prima grandezza come La donna del ritratto e La strada scarlatta, non sfigura affatto. Tratto dal romanzo di Graham Greene Quinta colonna (con cui condivide il titolo originale Ministry of fear), risente dei film di propaganda di Hitchcock (Il prigioniero di Amsterdam e Sabotatori) e ha una trama allegramente inverosimile. Ma gli incubi del regista ci sono tutti: un protagonista in bilico fra innocenza e colpevolezza per aver involontariamente provocato il suicidio della moglie (l’evento autobiografico che rappresenta il cuore nero dell’universo langhiano) e una realtà sfuggente, indefinibile, dove le cose non sono mai quelle che sembrano (una finta chiromante, un finto cieco, un morto che ricompare vivo, un tipo losco che si rivela essere un poliziotto, spie camuffate da antinazisti).

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