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8 donne e un mistero

Regia di François Ozon vedi scheda film

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La recensione su 8 donne e un mistero

di LorCio
7 stelle

Musical, commedia, giallo: a François Ozon, figlio furbo ed innamorato del cinema francese tout cort, contamina tre generi con canoni differenti e ben impostati in un concentrato che, piaccia o non piaccia, è indubbiamente d’interesse. Frivolo, certo, ma esiste anche l’interesse frivolo. Pop, com’è tipico del suo autore, sornione e sarcastico, devoto a San Truffaut ma anche agli scheletri nell’armadio del cinema di papà, e pure alla Francia perduta dei giornali rosa (Christian Dior impera nel suo stile cromaticamente straripante), 8 donne e un mistero è un film d’evasione scatenato nella sua composta eleganza, sia visivamente (Ozon è uno delle più eccessive espressioni di cinedécor degli ultimi anni, con la neve che cade perfetta sulla macchina d’epoca e sul castello tutt’altro che attendibile, le pareti che spaccano con le spudorate tinte unite, i vestiti delle donne perfettamente in sintonia con il carattere di ognuna) che concretamente. Ma, senza girarci più di tanto attorno, il film su regge sulle otto splendide rappresentanti del cinema d’oltralpe dagli anni quaranta anni in poi. In questo tripudio di pulp di metà secolo, con interventi musicali affidati a Dalida, Sylvie Vartan e Sheila, tra le altre (il musical che si alimenta della memoria popolare seguendo la teoria truffautiana delle canzoni che più sono banali e più sono vere), nessuna è superflua e ognuna porta con sé un senso, una storia: dalla cameriera di colore con tendenza lesbo alla serva puttanella, dalle figlie complessate alla madre autoritaria, dalla nonna ambigua alla zia nevrotica fino alla sorella libertina. Se la rentrèe di Danielle Madame De Darrieux è clamorosa, Isabelle Violette Huppert è fantastica nel ritratto della sua instabile vergine insoddisfatta. E Catherine Bella Di Giorno Deneuve, con la sua matronale presenza, e Fanny La Femme D’à Cotè Ardant, nella sua eleganza sbarazzina, regalano la scena più sconvolgente, spudorata e birichina da molti anni a questa parte. Alla fine il delitto passa pure in secondo piano. Il delitto?

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