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La donna che visse due volte

Regia di Alfred Hitchcock vedi scheda film

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La recensione su La donna che visse due volte

di Gangs 87
7 stelle

Se per un attimo provassimo a dimenticare che il film è diretto da quel genio di Alfred Hitchcock, se solo per un attimo provassimo ad analizzare la trama estrapolandola dalla regia, ci renderemmo conto che tutto funziona solo fino ad un certo punto. Ebbene si perché è la primissima volta in cui mi trovo a vedere un film del maestro del brivido e a pensare non solo che alcuni intrecci di trama finiscano per risultare forzati ma che ci sia addirittura una parte finale che sembra essere eccessiva, a dir poco superflua.

 

Considerando che la pellicola si basa totalmente sul mistero che inizialmente sembra collegare la protagonista con la bisnonna materna, morta suicida giovanissima, e che poi si trasforma nel legame tra lei e il protagonista, sul finale, quando questo viene svelato nulla sembra più avere senso, ma la pellicola procede, conducendo lo spettatore ad un finale atroce e spiazzante quanto freddo e netto.

 

Conoscendo il cinema di Hitchcock è inevitabile notare alcune scene e determinate inquadrature che da sempre rendono le sue pellicole memorabili ed uniche nel suo genere. Capaci addirittura di creare quel senso di vertigine che è poi alla base dell’intera pellicola e di cui il protagonista è affetto per tutta la durata.

 

Incisiva, come sempre, anche la scelta degli interpreti più che consona al racconto. Qui in particolar modo eccelle Kim Novak che, impegnata nel doppio ruolo assegnatole, riesce a catturare su di se tutta l’attenzione, ogni qual volta si trova davanti alla macchina da presa finendo per appannare la bravura di James Stewart.

 

Escludendo quel senso di coinvolgimento totale, tipico della maggior parte delle pellicole del regista, allo spettatore viene lasciato un vortice di spaesamento dovuto in gran parte all’intreccio continuo della trama che sembra arrotolarsi su se stessa per poi sciogliersi nell’improvviso finale che riporta tutto inesorabilmente alle origini di tutto.

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