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Training Day

Regia di Antoine Fuqua vedi scheda film

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La recensione su Training Day

di Furetto60
8 stelle

Ottimo poliziesco. Ben girato e con una brillante sceneggiatura. Eccellente la prova attoriale di Denzel Washington e di Ethan Hawke

Jake Hoyt, alias Ethan Hawke, è un giovane poliziotto, ambizioso, ma idealista e di sani principi, sposato e con una figlia di pochi mesi. Jake dopo aver terminato il suo addestramento all’accademia, aspira ad entrare nella sezione della narcotici del Dipartimento di Polizia di Los Angeles. Il dazio da pagare è dimostrare al suo superiore, il veterano Alonso, alias Denzel Washington, di  avere la stoffa per quel lavoro. Alonzo appare subito come un poliziotto atipico: ha comportamenti bizzarri e violenti, è ambiguo, carismatico, oscuro. I suoi metodi non sono ortodossi, e spesso si concede delle libertà illegali, che giustifica come unico “modus operandi” per affrontare una città difficile come Los Angeles. Catechizza Jake, lo plagia inducendolo perfino a consumare droghe, impartendogli una lezione di vita, secondo la sua visione del mondo, lo esorta a dimenticare gli insegnamenti dell’accademia, a sporcarsi le mani, a venire a contatto con il mondo reale. In sostanza presto si capisce che è un poliziotto corrotto, spregiudicato, cinico e perfino assassino. La sua filosofia della vita è immorale e iniqua e in spregio a qualsiasi regola, ma presentata alla recluta come l’unico modo per sopravvivere. Catena con croce al collo e giacca lunga di pelle, Alonzo Harris veste i panni del poliziotto-lupo, come lui si autodefinisce, perfettamente integrato nell’ambiente violento, corrotto e cinico in cui si muove con spigliatezza, nel quartiere soprannominato “Giungla” in quanto lì non vigono  le comuni  regole, ma la legge del più forte e lui in virtù del suo distintivo, ci si sente il padrone. Assiste impassibile ad un’aggressione sessuale ai danni di una giovane, mentre Jake interviene, Alonso loda il suo operato, ma poi lascia andare via i colpevoli. Il suo senso della giustizia è decisamente strambo, Jake sta precipitando in un incubo ad occhi aperti, un giro della morte su di una montagna russa, fatta di bieca violenza, droga e soprattutto corruzione. I metodi del poliziotto e quelli della criminalità locale si sovrappongono e confondono. Alonzo Harris è il capo di una squadra corrotta, autore di un  macchinoso e perverso circolo vizioso di profitti, che non bada ai mezzi da impiegare sempre illeciti e violenti destinando Jake Hoyt che ha invece rispetto per la divisa e un’etica, a fare da vittima designata. Poi si viene a sapere, che avendo soppresso un esponente di spicco della mafia russa, se l’è inimicata e su di lui pende un'implacabile condanna a morte, che può evitare solo con un indennizzo di un milione di dollari, da versare entro la mezzanotte di quel giorno. Per racimolare quel gruzzolo Harris ha escogitato un piano, in cui Jake è l’inconsapevole pedina. Incontra i “re magi” tre potentissimi  e corrotti  papaveri del dipartimento di  polizia, che in cambio di denaro, autorizzano un mandato di perquisizione ai danni di un informatore, signore della droga, ma dopo l’irruzione, invece di arrestarlo, Alonzo lo uccide a sangue freddo e si appropria dei suoi soldi, dividendoli con i colleghi, mentre Jake si sottrae alla spartizione del bottino. Viene condotto  con un pretesto presso la casa di alcuni malviventi, che prima lo scherniscono e poi gli svelano che sono stati pagati da Alonso per ucciderlo, si salva in extremis , solo perché ha salvato da violenza sessuale la cugina di uno di loro    

 Opera intensa e vibrante, in bilico tra racconto di formazione e action thriller. La contrapposizione, tra poliziotto buono e poliziotto cattivo è già stata portata  sullo schermo, ma qui trova nuova linfa, nella fisicità espressiva di due attori di classe come Ethan Hawke e Denzel Washington, immersi tra i grattacieli o negli angusti e polverosi quartieri ‘neri’, a rappresentare la dicotomia tra bene e male. Fuqua li tallona con la telecamera, li marca stretto, ascolta le loro voci , percepisce le loro emozioni, in una storia tesa e carica di adrenalina dal ritmo tambureggiante, che a mano a mano raggiunge il perfetto climax, grazie all’ottimo connubio tra regia e montaggio e una colonna sonora che contestualizza l’ambientazione sociale della storia. Il regista, che nei quartieri malfamati di LA ci ha vissuto, racconta quella realtà con uno sguardo lucido  e grande abilità nel fotografare ritratti sociali complessi. Anche perché la strada e le gang che la popolano  non fanno solo da cornice agli eventi, ma a loro volta  sono veri e propri protagonisti.
"Training Day" esemplifica un paradigma perfetto di cinema narrativo, ed  è sicuramente frutto di un'interiorizzazione molto profonda della vicenda e di una viscerale conoscenza dei personaggi. La brillante sceneggiatura, scritta insieme a  David Ayer, ne è la prova inconfutabile
I dialoghi in macchina tra Hoyt e Harris sono da antologia, ma davvero superbo è il  finale che, sfruttando le dinamiche tradizionali dello scontro senza esclusione di colpi, evidenzia quanto in realtà le indoli dei due personaggi, più che incarnare semplicemente il bene e il male, rappresentano i topoi per eccellenza sui cui è stato costruito quasi tutto il cinema di genere americano. Non  ultimo l’obbiettivo, centrato, di rappresentare e denunciare la brutale persistenza di una corruzione cosi radicata, da sembrare immutabile e inevitabile.
Denzel Washington, che grazie a questo film ha ricevuto un  Oscar, è sopra le righe, istrionico come non mai,altrettanto efficace è Ethan Hawke

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