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Weird: The Al Yankovic Story

Regia di Eric Appel vedi scheda film

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La recensione su Weird: The Al Yankovic Story

di mm40
6 stelle

La veramente falsa storia di “Weird” Al Yankovic, nato in America da una famiglia di origini europee, figlio di un operaio che voleva che il figlio seguisse le sue orme lavorative, fuggito di casa appena maggiorenne per tentare la carriera di fisarmonicista autore di canzoni parodia. Il successo smodato, la love story con Madonna, l'eterna guerra a Pablo Escobar e al cartello della droga colombiana: tutto questo e molto altro in un biopic decisamente sopra le righe.


Gustoso, forse non per tutti, a tratti cervellotico ma senz'altro ben fatto e non privo di qualche trovata esilarante, pur non essendo nel complesso una macchina da risate no-stop: Weird – The Al Yankovic story è l'autobiografia per immagini degna del suo autore. Yankovic scrive il film insieme al regista Eric Appel, al primo prodotto per la sala ma già ben rodato soprattutto in serie tv targate Funny or die, marchio che produce anche questo lungometraggio; e (Weird Al) si ritaglia un piccolo ruolo, quello del dirigente discografico, lasciando interpretare sé stesso a un esuberante – ma non sempre convincente – Daniel Radcliffe. Altre guest stars notevoli sono disseminate lungo la pellicola, la maggior parte nella sequenza del party in piscina: Demetri Martin (che riveste i panni di Tiny Tim, personaggio la cui influenza artistica su Yankovic è inequivocabile), Conan O' Brien (Andy Warhol!), Emo Philips (Salvador Dalì!), Jack Black, Will Forte, Patton Oswalt... discutibile la scelta di limitare le parti musicali e di scegliere per il film solo una manciata di canzoni neppure tra le più note (dove sono Fat e Smells like Nirvana?, si chiederanno i fans più accaniti), ma tutta da apprezzare la vena goliardica che mescola fatti reali e aneddoti improbabili, avvenimenti concreti e follia pura: la love story con Madonna e la guerra personale con Pablo Escobar su tutto. Qualcosa gira a vuoto, come si diceva in incipit, ma il risultato finale è assolutamente gradevole, sia dal punto di vista della messa in scena che da quello della comicità. 6/10.

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