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Il gladiatore

Regia di Ridley Scott vedi scheda film

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La recensione su Il gladiatore

di steno79
7 stelle

Vent'anni dopo i suoi capolavori "Alien" e "Blade runner", Ridley Scott risorge in chiave commerciale con "Il gladiatore", vincendo anche l'Oscar per il miglior film (ma non quello per il miglior regista, però). Il regista inglese aveva realizzato fin troppi film modesti o mediocri che spesso non avevano centrato neanche l'obiettivo del botteghino, e qui cerca di riprendere quota con una pellicola in un certo senso "ibrida" che vorrebbe rifondare il genere Storico "Sword and sandals", ma da una prospettiva inedita, quella di un voluto, ricercato falso storico e anacronismo. Io non mi pongo necessariamente nell'ottica del rispetto assoluto della Storia quando guardo un film, capisco che si sia voluta privilegiare la dimensione romanzesca dei personaggi e degli eventi, ma al tempo stesso mi chiedo se si poteva evitare nella sceneggiatura la palese invenzione di scene come l'uccisione di Marco Aurelio da parte di Commodo o lo stesso duello finale. Per il resto il film è da valutare quasi completamente in termini spettacolari, ma ugualmente con qualche riserva: é stato osservato da più parti che la maggior parte delle scene di duelli utilizza un montaggio un po' troppo frammentato e convulso che non lascia "vedere" bene lo spettatore. L'eccesso di computer grafica non potrà certamente entusiasmare i puristi dell'immagine o gli ammiratori dei vari "Ben Hur" o "I dieci comandamenti", dove le scenografie non erano ritoccate digitalmente e il coinvolgimento visivo era più genuino. All'attivo metterei il cast, senza alcun dubbio, con un Russell Crowe dallo sguardo sempre fiero e dalla muscolatura credibile che si aggiudica un Oscar meritato, anche se il vero trionfatore del film è un giovane Joaquin Phoenix, gigantesco nella parte dell'imperatore Commodo, che inaugura la sua lunga galleria di cattivi. E anche Connie Nielsen fa un'ottima figura come Lucilla, intensa e tormentata al punto giusto. Bella la battaglia nella Selva Nera all'inizio, una delle sequenze più efficaci anche dal punto di vista tecnico e visivo, e sempre puntuale la colonna sonora di Hans Zimmer con l'emozionante apoteosi finale di "Now we are free" cantata da Enya. Gli Oscar erano quasi inevitabili, peccato che Scott non abbia comunque ottenuto la statuetta che avrebbe potuto ricompensarlo per quelle mancate in passato per i suoi veri capolavori. 

Voto 7/10

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