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Causeway

Regia di Lila Neugebauer vedi scheda film

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La recensione su Causeway

di supadany
7 stelle

Quando lo stress e/o le pressioni non concedono un attimo di tregua, costringendo il soggetto interessato in un angolo, in una condizione di massima difficoltà, è indispensabile cambiare registro, possibilmente staccando la spina. Sarebbe indicato fare un pit stop, scelta che non è comunque sia a disposizione di chiunque, che non tutti possono permettersi.

Al contrario della protagonista di Causeway, obbligata a rivedere – chissà quanto a lungo – i suoi progetti di vita con un cambio di rotta fuori programma, Jennifer Lawrence, l’attrice che la interpreta, ha pensato, cercato e voluto questa opportunità di mettersi a nudo levandosi di dosso – non solo metaforicamente - il trucco, spogliandosi completamente del lato glamour, che l’ha dapprima coccolata, poi adulata e infine ingabbiata da quando è stata baciata dal successo, per inciso da circa un decennio.

In seguito alle ferite riportate in un’esplosione in Afghanistan, avvenuta mentre prestava servizio come militare, Lynsey (Jennifer LawrenceIl lato positivo, Joy) è costretta a fare ritorno a casa, che aveva scelto di abbandonare a tempo indeterminato.

Se il rapporto con Gloria (Linda EmondThe gilded age, Indignazione), sua madre, è – come sempre – distaccato e superficiale, Lynsey riceve un po’ di conforto esclusivamente grazie a James (Brian Tyree HenryAtlanta, Godzilla vs. Kong), un meccanico conosciuto per puro caso.

Mentre Lynsey non ha alcuna intenzione di rinunciare a rivestire il suo vecchio incarico militare, quantunque sconsigliato caldamente da qualsiasi elemento a sua disposizione, il suo legame di amicizia con James diviene sempre più stretto, necessitando di un chiarimento.

 

Brian Tyree Henry, Jennifer Lawrence

Causeway (2022): Brian Tyree Henry, Jennifer Lawrence

 

Opera prima di Lila Neugebauer, Causeway è un film dalla pronunciata gravitas drammatica, interamente cucito sull’interpretazione di integerrima abnegazione garantita da Jennifer Lawrence, che abbandona le produzioni destinate a conquistare il botteghino (Hunger games), i supereroi (X-men – Giorni di un futuro passato), le opere ambiziose (Passengers) e quelle destinate a scatenare critiche feroci (Madre!), ritornando a quei ruoli intimi che le avevano consentito di farsi conoscere al pubblico (The burning plain. Il confine della solitudine, Un gelido inverno – Winter’s bone) quando era ancora adolescente.

Si tratta di un processo di elaborazione perseguito con franchezza e aderenza, che raggruppa e impila traumi fisici e psicologici, recenti e datati, in prima linea, come lo stress post traumatico, e secondari, comunque sia non meno importanti anche se talvolta poco più che accennati.

Sostanzialmente, vanta un mirabile senso della misura e una mappatura puntuale, con una colonna vertebrale che contiene ed enuncia sfide individuali, piccole conquiste e attacchi di panico che troncano il fiato, menomazioni evidenti e guarigioni parziali, frangenti rinfrancanti e blocchi di macerie ardui da asportare, che producono trappole anche in quelle azioni quotidiane che in situazioni normali andrebbero attribuite alla routine.

Un quadro clinico dalla conformazione plurima e accidentata, che guarda dritto negli occhi la realtà affrontata, escludendo categoricamente – al massimo arriva a sfiorarle per poi ritrarre sapientemente la mano – concessioni gratuite, preferendo pubblicare un report fondamentalmente asciutto.

Infine, l’interpretazione spogliata di qualsiasi orpello fornita da Jennifer Lawrence è accompagnata con encomiabile e scrupolosa partecipazione da Brian Tyree Henry, una spalla – con la quale confidarsi, sorridere e lasciarsi andare  - inaspettatamente funzionale e ideale.

 

Jennifer Lawrence, Brian Tyree Henry

Causeway (2022): Jennifer Lawrence, Brian Tyree Henry

 

In conclusione, Causeway è un film minuto e disadorno, che produce un discreto quantitativo di dividendi, con spazi di manovra circoscritti, parimenti scoperto ed esente da scontati esibizionismi , che mantiene sotto stressa osservazione la sua protagonista indiscussa, marcata con grande rispetto e un’empatia mai pleonastica.

Tra delusioni e rasserenamenti, ritorni fuori programma e sbronze terapeutiche, diagnosi spietate e voglia di reagire, intenzioni e ripercussioni, handicap asfissianti e ripiani di gentilezza.     

Comprensivo ed essenziale.

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