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Argentina, 1985

Regia di Santiago Mitre vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Argentina, 1985

di obyone
8 stelle

 

Ricardo Darín

Argentina, 1985 (2022): Ricardo Darín

 

Venezia 79. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica.

Nel 1984 il tribunale militare argentino stabilì che fosse opportuno dare alla giustizia civile il compito di accertare eventuali responsabilità dei propri vertici per gli ipotetici crimini di cui le forze armate erano accusate negli anni del governo militare. La dittatura militare, è bene ricordarlo, iniziò con il rovesciamento del governo Martinez de Perón (24 marzo 1976) e si concluse con il passaggio di consegne nelle mani di un esecutivo regolarmente eletto (10 ottobre 1983). Che i tribunali militari giudicassero i propri uomini sarebbe stato indecoroso oltreché poco credibile agli occhi di un'opinione pubblica che finalmente iniziava a rialzare la testa chiedendo giustizia per gli esuli, i torturati, i desaparecidos ed i morti assassinati. Meglio, dunque, restaurare la credibilità in pezzi dell'istituzione tendendo un'imboscata bella e buona alla giustizia civile, quella giustizia che aveva tentato di mettere i bastoni tra le ruote del governo argentino reclamando, qua e là, pene per crimini inesistenti imputabili a sette anni di integerrimo governo. Che fossero quei piccoli uomini impudenti e sovversivi, o quel che restava di loro, a sbrigare la pratica di un processo ridicolo che non avrebbe portato ad alcuna condanna effettiva perché inconsistenti erano le argomentazioni in loro possesso. Come non ottennero alcun risultato le istanze promosse da quei pochi giudici o avvocati che sfidarono il regime, tanto meno la giustizia civile avrebbe ottenuto alcun riconoscimento postumo dall'aula. Quei vertici che comprendevano illustri padri della Patria quali Jorge Rafael Videla e Leopoldo Galtieri non avevano forse compiuto il loro dovere assicurando alla giustizia (divina?!) sovversivi e sobillatori che bramavano di rovesciare con la violenza l'ordine costituito e portare il paese sul baratro di una guerra civile brandendo falce e martello, simboli infestanti di una gramigna culturale che si era troppo diffusa nel Sud America?

Fu così che il pubblico ministero Julio Strassera, uno che per anni aveva fatto quanto poteva per limitare l'ingerenza dei militari negli affari del potere giuridico, dovette immolare se stesso sul palcoscenico delle farsa accettando il ruolo di accusatore di un privilegio politico che non ammetteva il giudizio altrui. Se aveva bestemmiato, tra sé e sé, il povero Strassera per il coinvolgimento della sua persona! L'idea di occuparsi di un caso già perso in partenza, che doveva risolversi in un arco di tempo troppo esile per consentirgli di raccogliere il solo materiale probatorio, lo mandava su tutte le furie ma non v'era modo, né per lui né per gli accusati, di sottrarsi alla storia.

 

Ricardo Darín, Peter Lanzani

Argentina, 1985 (2022): Ricardo Darín, Peter Lanzani

 

La democrazia è un bene così prezioso da chiedere, di tanto in tanto, qualche esercizio di memoria per ricordare che il principio ateniese di governo della cosa pubblica non è un privilegio scontato. Non lo è stato in Argentina che si lecca ancora le ferite per gli orrendi crimini della dittatura militare. E se la democrazia successiva, per quanto imperfetta e macchiata da continui episodi di corruzione e violenze, ha potuto mantenersi ancorata alle istituzioni, è merito dell'elaborazione continua del suo significato. L'operazione di Santiago Mitre, che ricostruisce il processo ai vertici militari argentini, si configura dunque come recupero della memoria civile ed esercizio ginnico per le cellule neuronali di chi tende a dimenticare il proprio passato.

Il regista argentino pone il proprio tassello sulla rappresentazione della storia popolare ricordando ai vecchi e raccontando ai giovani le difficoltà incontrate dal pubblico ministero nel preparare il processo ai generali: la mancanza di tempo, la mancanza di personale e, soprattutto, le numerose porte in faccia ricevute dai militari che mai e poi mai avrebbero aperto i loro archivi per consentire l'analisi di documenti che avrebbero incolpato Videla e compagni. Sarebbe bastato accedere alla documentazione dell'ESMA, la famigerata scuola della Marina di Buenos Aires, per reggere un impianto accusatorio di vasta portata. A contrario Strassera ottenne dalla Procura il misero aiuto di un giovane avvocatuccio senza esperienza che di nome faceva Luis Moreno Ocampo. Un mito per chi, studioso di diritto, crede di poter raggiungere il più alto incarico nella Corte Penale Internazionale dell'Aia che giudica coloro che sono stati accusati di crimini contro l'umanità. Perché quel giovane rimpiazzo, figlio bene di una Buenos Aires immanicata con prelati, politici e militari pronti a pulire il culo dell'ammiraglio Emilio Eduardo Massera o del presidente Roberto Eduardo Viola, uno che fece del Videla un giovane boy scout, avrebbe fatto moltissima strada nel campo dei diritti civili. Presidente per nove anni all'Aia Ocampo aveva allora 33 anni e tanto entusiasmo da contagiare il ben più navigato e disilluso Strassera. Insieme costituirono un gruppo di donne e uomini (avvocati, studenti, attivisti) che, setacciando ogni angolo del Paese, riuscirono nell'impresa di raccogliere 833 testimonianze e documenti sufficienti a rendere credibile un processo lungo cinque mesi.

 

Ricardo Darín, Peter Lanzani

Argentina, 1985 (2022): Ricardo Darín, Peter Lanzani

 

"Argentina, 1985" non apporta nulla di nuovo nell'esistenza ultracentenaria del cinema ma ha il dono di distribuire un pizzico di ottimismo e di rinfrescare una pagina importante del libro di storia. Santiago Mitre ha diretto con maestria un crescendo di tensione che ha accompagnato la fabula dal reclutamento del "popolo di Strassera" fino alla telefonata nell'appartamento del procuratore. Mitre ha calibrato con efficacia la parabola personale dei protagonisti con l'iperbole della storia lasciando spazio ad intense disquisizioni politiche e civili che hanno ricreato un'atmosfera irripetibile tra l'euforia e la circospezione di un'epoca di fragile democrazia e fragile dittatura. Infine il regista ha fatto sapiente uso di quell'umorismo neolatino, sintesi tra la tangibile arrendevolezza delle popolazioni amerinde e l'esuberante vitalità ispanica, che ha reso meno denso il fluido vischioso del dolore e della rabbia in cui poteva rimanere bloccata la regia. Mitre non ha evitato momenti drammaturgici importanti ma ha saputo stemperare la tragedia con il sorriso, antidoto ed unguento benefico che cura ogni principio di malessere e cicatrice profonda. Su Ricardo Darin, mastodontico tanto in un interno piccolo borghese quanto in un'aula di tribunale, il regista ha costituito l'ossatura del suo elegiaco tributo ad una stagione indimenticabile la cui lezione sembra non essere stata del tutto recepita. Che il "nunca mas" di Luis Strassera possa agitare, ancora una volta, le coscienze restie a mettere in discussione i propri conclamati valori e rinfrescare la lezione impartita in quel 1985. Il messaggio di questo film è semplice ma immenso nella portata.

 

Ricardo Darín

Argentina, 1985 (2022): Ricardo Darín

 

 

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