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Dead in the Water

Regia di Sheldon Wilson vedi scheda film

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La recensione su Dead in the Water

di mck
4 stelle

Fremdschämen über alles.

 

Prologo. Il film principia nel bel mezzo dell’azione (steadycam in corridoi). Un rimorchiatore guidato da un equipaggio di 7 giovani donne (Nikohl Boosheri, Nicole Fortuin, Bianca Simone Mannie, Skye Russell, Tanya van Graan, Christia Visser e Amy Louise Wilson, con tutte le sfumature - da passabile a “Novantadue!” - in odor di cagna maledetta) ambientaliste insegue un’altra nave in pieno oceano Pacifico dell’ovest: una di loro spara, fiocinando alla cieca nella nebbia incombente, preannunciante tempesta, un arpione d’acciaio dotato di segnalatore radio verso l’altra imbarcazione, un peschereccio cinese con una tonnellata di pesce pescato di frodo a bordo, rischiando di colpire qualcuno della ciurma di bracconieri: e quel qualcuno reagisce immediatamente all’atto di pirateria a fin di bene rispondendo al fuoco sparando loro contro con armi che detonano proiettili, uno dei quali colpisce il motore d’entrobordo dell’Amphitrite (la nereide sposa di Poseidone e madre di Tritone), già messo maluccio di suo in partenza... 


Questa è la premessa. Poi, dopo l’arrivo del naufrago misterioso (Brandon Auret, la cui performance è in linea col resto del cast), a quel punto aggiungete “Alien” e “the Thing”, con una spruzzata del di lì a poco successivo “Sea Fever” (l’elettrocuzione come metodo di caccia, difesa/attacco e lotta per la sopravvivenza), e il b-movie è servito. Freddo e scotto, ma puranche un po’ vivo.

 

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Sheldon Wilson, già autore di pietre uretrali quali “Night Class”, “Shallow Ground”, “Kaw”, “Screamers: the Hunting”, “Carny”, “Ragazze, Dividiamoci!”, “MothMan”, “Red: WereWolf Hunter”, “Snowmageddon”, “Killer Mountain”, “Morto e Stramorto”, “Mega Cyclone”, “Cold Spring”, “ScareCrow”, “Shark Killer”, “Nessuno è cosi Stupido”, “the UnSpoken”, “the Hollow”, “the Night Before Halloween”, “NeverKnock” e “StickMan”, decide di scrivere e dirigere…


-[fotografia sufficiente, che dà il meglio di sé nei totali marini in CGI, di Trevor Calverley; montaggio - tagliato con l’accetta, m’altrettanto passabile (tranne che nelle scene d’azione, dove nulla può contro le insipienze attoriali e registiche) - di Marie Lou Gingras; musiche bruttine forte - e del tutto malamente utilizzate nell’inquadratura finale, ch’è il cliffhanger peggio realizzato di sempre - di Steve London & Craig McConnell; effetti speciali bellini, specialmente per quanto riguarda gli pseudopodici palpi filamentosi estroflessi da cavità corporali preesistenti e/o lacerate all’uopo, ma spesso vanificati da scene d’azione girate e tagliate/cucite alla viva il parroco]-


…la sua diciannoverrima opera (sì, vi ho preso in giro: i film in grassetto/neretto potrebbero essere dei gran bei titoli, ma non sono suoi: ah-ah, ve l’ho fatta, eh-eh), dall’illustrativament’esplicito titolo di “Dead in the Water”, in "perfetto" stile Asylum con produzione Canadese/SudAfricana (è un prodotto originale SyFy della NBC-Universal).


E non rimane che prenderne atto. Quello, resta da fare.

 

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Se però, foto di Salvini alla tempia, mi si costringesse a scegliere tra il rivedere, che so, toh: “Long WeekEnd”, “BackCountry”, “WithOut Remorse”, “the Tomorrow War” e ‘sta roba qua, beh: ‘sta roba qua tutta la vita, ecco.

 

Meglio la FremdSchämen che la noia.

* * (¼) - 4.25 

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