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M3GAN

Regia di Gerard Johnstone vedi scheda film

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La recensione su M3GAN

di YellowBastard
5 stelle

Dalle menti (!) più prolifiche dell’horror moderno, il produttore Jason Blum di Blumhouse (la nuova Halloween, The Black Phone, The Invisible Man) e il regista James Wan, creatore della saga di The Conjuring e dei franchise di Saw, Insidius, il recente Malignant e (soprattutto) di Annabelle e Dead Silence (a dimostrazione di quanto a Wan piacciano davvero le bambole, specie se inquietanti), arriva in Italia dal 4 gennaio e distribuito dalla Universal il nuovo volto del terrore (che poi tanto nuovo, in realtà, non è) che risponde al nome di Megan, o più precisamente M3gan.

Che non è la consorte del principe Harry (anche se in Inghilterra molti avrebbero da obbiettare su questo) ma una pellicola horror & Sci-fi che, in realtà, di elementi davvero horror ne ha veramente pochi.

 

Movie Review: 'M3GAN' a wildly ridiculous start to 2023

 

Affidato al regista neozelandese Gerard Johnstone (Housebound) la storia sceneggiata dallo stesso Wan e da Akela Cooper (Malignant, The Nun 2) non è tra le più originali e diversamente dai recenti esempi di horror “intelligenti” ad opera quasi in totalità della A24 con l’ambizione virtuosistica di abbinare l’horror contemporaneo alle intemperanze e paure sociali di oggi (vedi anche/soprattutto l’ultimo Nope di Jordan Peele) M3gan sceglie (apparentemente?) di giocare in un campionato del tutto differente.

 

Il suo “segreto” infatti è che non è un vero film horror ma piuttosto una commedia satirica basata sul topoi classico della “bambola assassina”, con un incipit piuttosto banale o già affrontato da altre pellicole e privo di vere sequenze di suspence particolarmente elaborate, spesso compiacenti e/o niente affatto traumatizzanti, e con una narrazione anche stupida e ingenua (volutamente? Io proporrei per il sì…), sciorinando continue citazioni che vanno da Terminator a Robocop passando (ovviamente) anche per Chucky, e che attinge a un messaggio assolutamente contemporaneo parlando di alienazione dell’individuo e del nostro rapporto, spesso di dipendenza, con la tecnologia e di come possa essere sfruttata per sgravarci da alcune delle nostre responsabilità (o paure?), in questo caso soprattutto dalla genitorialità (ma in generale sul nostro rapportarci con gli altri esseri umani, spesso considerati come una scocciatura), senza però mai prendersi troppo sul serio attraverso una narrazione che ne estremizza, in maniera anche folle e/o tragicomica, le sue implicazioni più drammatiche ma che lo rendono anche un film perfetto (!?) per questi tempi assurdi.

E che questi tempi assurdi (anche se superficialmente) ridicolizza.

 

M3GAN filmmakers reveal the sci-fi horror movie could become a franchise |  Daily Mail Online

 

La sua semplicità narrativa comunque funziona anche se uno dei suoi maggiori limiti è proprio nel ritmo, con una storia che procede spedita ma senza prendersi il tempo per affrontarne le dinamiche, anche quelle importanti emotivamente, frammentato da passaggi troppo veloci e superficiali e da elementi ancora troppo banali.

 

Archiviata presto la morale (banalotta) del film (non si può sfuggire al dolore ma lo si può affrontare, soprattutto se non si è soli) quello che invece funziona è proprio M3gan e il rapporto (anche) di dipendenza con la bambina, inizialmente una forma di imprinting digitale per poi deviare in manipolazione, controllo iper protettivo e ossessione fino a degradare ancora in repulsione e dissociazione dalla realtà (per la bambina).

La stessa M3gan è una meraviglia della tecnica cinematografica, creata ad arte con una combinazione di classici burattini, i più moderni animatronici, VFX e vere attrici (Amie Donald & Kimberly Cross e con la voce di una terza, Jenna Davis) donandoci una nuova bambola che ci appare, in questi nuovi scenari di continua evoluzione della robotica, anche più possibile del solito (e forse è proprio questo a fare più paura).

 

The 'M3GAN' Trailer Has People Rooting For A Killer Doll

 

Secondari (e meno interessanti) appaiono invece i personaggi umani interpretati da Allison Williams, Violet McGraw, Ronny Chieng, Jen Brown, Brian Jordan Alvarez, Lori Dungey e Stephane Garneau.

 

VOTO: 5

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