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La stranezza

Regia di Roberto Andò vedi scheda film

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La recensione su La stranezza

di diomede917
8 stelle

CIAK MI GIRANO LE CRITICHE DI DIOMEDE917: LA STRANEZZA

 

Che cos’è la “Stranezza” che dà il titolo al film più bello e riuscito della filmografia di Roberto Andò?

È quella forma di malessere interiore che colpisce un po’ tutti ma che nello specifico pervade dentro l’Io di Luigi Pirandello che fin dall’inizio è preso d’assalto da strani personaggi che con i loro sguardi chiedono al futuro premio Nobel di dare voce alla loro storia.

Sono personaggi che lo accompagnano nel suo lungo viaggio verso la Sicilia dove deve recarsi per il compleanno di Giovanni Verga e che l’evento fortuito della morte della sua Balia costringe a rimanere nella sua Girgenti per organizzare il suo funerale e soprattutto la sua tumulazione.

Questo evento sarà la scintilla per l’incontro che cambierà per sempre la sua vita artistica, Nofrio e Bastiano.

I due becchini incaricati per la sepoltura dell’amata balia che parallelamente sognano di sfondare con la loro compagnia teatrale dilettante e sono intenti nella messa in scena della loro Tragicommedia “La trince del Rimorso ovvero Cicciareddu e Pietruzzu”.

Luigi Pirandello in cerca del suo essere autore inizia a seguirli e spiarli quasi inconsciamente, senza sapere che il loro modo di concepire teatro tra palco e realtà sarà determinante per la creazione della sua opera più famosa e rappresentativa. Quel Sei Personaggi in cerca d’autore che fu altamente divisivo per il suo pubblico.

Nofrio e Bastiano sono descritti come dei novelli Rosencrantz e Guildenstern in salsa siciliana, e la scelta di farli interpretare proprio a Ficarra e Picone è un vero omaggio ai Franco e Ciccio nel Kaos dei Fratelli Taviani. L’episodio della Giara è doppiamente ricordato dalla locandina esposta dentro il teatro dove verrà rappresentata la loro opera.

Roberto Andò, anche grazie al supporto in sede di sceneggiatura di Ugo Chiti e Massimo Gaudioso, è bravissimo nel rappresentare questa storia che coniuga il teatro con la triste recita della vita.

Salvo Ficarra e Valentino Picone sono meravigliose maschere al servizio di un regista in stato di grazia che ne esalta le loro qualità senza mai calcare la mano e rischiare di scivolare nel ridicolo.

Percorso che fa fare nel senso opposto a Toni Servillo.

Il suo Luigi Pirandello è totalmente in contrapposizione all’istrionico Eduardo Scarpetta di Qui Rido Io di Martone.

Qui è sempre un passo indietro, è uno spettatore divertito delle vite che vivono nella città che gli ha dato i natali e sempre silente assiste alla sua opera rappresentata al Teatro Valle nel 1921 che viene totalmente fatta a pezzi dagli spettatori.

Con La stranezza, Roberto Andò rende omaggio al Teatro, a Pirandello ma soprattutto al mestiere dell’attore.

Quell’attore che sogna, che vede nel palco quel senso di riscatto rispetto all’assurdità della vita.

Quell’attore che vuole sovvertire “Il gioco delle parti” in cui si trova, togliersi la maschera che la vita gli ha imposto e mettersi quella che disidera portare almeno una volta nella vita.

Quell’attore che come Luigi Lo Cascio, Galatea Ranzi o Fausto Russo Alesi onora il palcoscenico con il proprio cameo o quell’attore come Giulia Andò, Filippo Luna, Rosario Lisma e Tiziana Lodato si mette al servizio della Compagnia Principato & Vella in nome della nobile arte della Recitazione.

Voto 7,5

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