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Gli spiriti dell'isola - The Banshees of Inisherin

Regia di Martin McDonagh vedi scheda film

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La recensione su Gli spiriti dell'isola - The Banshees of Inisherin

di port cros
7 stelle

Voto: 6, 667 su 10. Commedia dell'assurdo e del paradosso, virando poi decisamente verso il black humor . Questo mix tra scene disturbanti ed elogi della gentilezza costituisce un viaggio sulle montagne russe dove bisogna accettare di salire per apprezzare il film, dove McDongah si diverte a fare esplodere i comicamente i contrasti.

 

Brendan Gleeson, Colin Farrell

Gli spiriti dell'isola - The Banshees of Inisherin (2022): Brendan Gleeson, Colin Farrell

 

 

79ma MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA 2022 – IN CONCORSO

 

Isoletta al largo di un'isola, la piccola Inisheer dell'arcipelago delle Aran ancora un secolo fa costituiva un mondo a sé stante. In questo ambiente chiuso e appartato ci trasporta il film di Martin McDongah, ambientato nel 1923, mentre sulla terraferma irlandese infuriava la guerra civile di cui gli isolani odono in lontananza le esplosioni.

 

Pádraic (Colin Farrell) è da sempre abituato a trascorrere i suoi pomeriggi con l'amico più anziano Colm (Brendan Gleeson) tra bevute al pub e chiacchierate sui più disparati ma di solito fatui argomenti . Rimane pertanto interdetto quando di punto in bianco l'amico si rifiuta di presentarsi ai loro consueti appuntamenti e cerca di allontanarlo da sé, addirittura minacciando di tagliarsi le dita di una mano se non verrà lasciato in pace. La minaccia autolesionista appare tanto più sorprendente se si considera che Colm è un appassionato violinista dilettante e asserisce di non voler più perdere tempo con lo scioperato Pádraic in inutili ciacole per dedicarsi invece alla composizione della sua musica, essendosi reso conto di non avere mai scritto nulla degno di venire ricordato dai posteri.

 

Colin Farrell, Barry Keoghan

Gli spiriti dell'isola - The Banshees of Inisherin (2022): Colin Farrell, Barry Keoghan

 

La sceneggiatura dello stesso Martin McDongah, premiata dalla giuria con l'Osella d'oro, gioca sulla commedia dell'assurdo e del paradosso, virando più decisamente verso il black humor quando incredibilmente Colm mantiene la sua minaccia di mutilarsi. Ma lo script abborda anche le tematiche della paura della solitudine e della consapevolezza della morte e l'angoscia di non aver saputo dare un senso alla propria esistenza. Questo mix tra scene disturbanti e melanconia ed elogi della gentilezza costituisce un viaggio sulle montagne russe dove bisogna accettare di salire per apprezzare il film, dove McDongah si diverte a fare esplodere comicamente i contrasti correndo consapevolmente il rischio di respingere lo spettatore. The Banshees of Inisherin mi ha certamente spiazzato, attendendomi qualcosa maggiormente in continuità con il gioiello neo-noir Tre Manifesti a Ebbing. Va certamente ricoisuto a McDonagh di non essersi crogiolato sugli allori cercando di replicare il modello del suo più grande successo.

 

Colin Farrell premiato con la Coppa Volpi, battendo il favorito Brendan Fraser, per la sua spassosa performance dal tono stralunato e dal forte accento irish meglio apprezzabile nella versione originale. Con Brendan Gleeson avevano già formato una coppia rodata per il regista nella sua precedente commedia In Bruges e qui confermano affiatamento e chimica comica. Il giovane e lanciatissimo Berry Keogan, nel ruolo di un picchiatello abusato dal padre e ossessionato dal gentil sesso, si dimostra un mostro di bravura.

 

Voto: 6, 667 su 10

 

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