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Regia di Todd Field vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su TÁR

di artbears
5 stelle

Oltre all'eccellente interpretazione della Blanchett, più ombre che luci per questa pellicola di una lunghezza ingiustificatamente esagerata che conferma le difficoltà di realizzare un film di finzione nel mondo della musica classica.

Forte del premio alla migliore interpretazione femminile attribuito a Cate Blanchett dalla giuria di Venezia, il film ha avuto un'accoglienza entusiastica nel mondo anglosassone. La distribuzione italiana ha invece ritardato l'uscita, non giudicandolo probabilmente a ragione un film adatto al pubblico natalizio. Se ne parlerà a febbraio. Se non sussistono dubbi sulla qualità dell'interpretazione di Cate Blanchett (dopo averla vista impersonificare uno dei ritratti di Bob Dylan del film di Todd Haines si capisce che non conosce limiti), molte perplessità le lascia il film. La prima parte, quella delle luci, è più convincente ma riservata a coloro che hanno un livello di conoscenza della materia piuttosto elevato. Il film si avvale della collaborazione di John Mauceri, allievo e protégé di Leonard Bernstein. Nella meritoria attenzione a citare personaggi reali del mondo musicale di oggi e del passato, si arriva a parlare della denazificazione di Furtwaengler o dell'equivocato rapporto con l'ebraismo di Max Bruch. La famosa casa discografica dall'etichetta gialla è sempre confidenzialmente chiamata DG. In una conversazione a proposito delle varie interpretazioni di Mahler, si parla di quelle di MTT, citare per esteso il nome di Michael Tilson Thomas sarebbe stato chiedere troppo ? In un altro momento viene citata una VSO; forse la Vancouver Symphony Orchestra (poco probabile) o semplicemente i Wiener Symphoniker, chiamarli semplicemente Wiener sarebbe stato più semplice a rischio di scambiarli per wurstel. C'è anche una gustosa e coraggiosa presa in giro di quella piaga della cancel culture. Le cose si complicano col passare del tempo (il film è drammaticamente lungo, come per l'ultimo Spielberg sarebbe stato prezioso ricordarsi dell'esistenza del montaggio) quando del personaggio della protagonista emergono le ombre e il film si incanala in atmosfere e situazioni più congrue in un film

di suspense (mi è venuto di pensare a Polanski) che il regista è ben lontano dal padroneggiare.

 

 

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