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Avatar: La via dell'acqua

Regia di James Cameron vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Avatar: La via dell'acqua

di CekStranding
10 stelle

 

Parto subito con il dire che Avatar: La via dell'acqua annichilisce il precedente capitolo, non solo, si afferma in assoluto come uno dei migliori film di fantascienza degli ultimi anni.

 

Si tratta di un nuovo inizio per la saga, nella prima mezz'ora il precedente film viene riassunto e resettato, dando spazio a una nuova storia, che sarà il fulcro centrale dei prossimi capitoli (Avatar 3, Avatar 4, Avatar 5).

 

Avatar: La via dell'acqua (2022): Trailer ufficiale italiano

 

I nuovi personaggi, i figli della famiglia Sully, sono le colonne portanti di questo nuovo inizio, portatori di novità e freschezza in una struttura che ne aveva disperatamente bisogno.

 

Con questo non dico che il primo Avatar è invecchiato male, è invece lampante che fosse soltanto il contenitore del seme di un'idea, e non l'idea maturata e adulta che contiene Avatar: La via dell'acqua.

 

Seguendo la filosofia dei sequel anni '90 (more of the same), James Cameron parte dall'intreccio narrativo per ricreare un mondo più adatto a una saga in stile Guerre Stellari, in senso stretto una narrativa più compatta, coerente e vasta rispetto al precedente capitolo.

 

In Avatar: La via dell'acqua, si passa dall'atmosfera prettamente favolistica del primo capitolo (principe, principessa, cattivo) a una storia ben più sfacettata e non priva di sfumature, che mette in serio dubbio la moralità dell'ormai Na'Vi Jake Sully e della compagna Neytiri.

 

Le domande poste nella prima ora sono fondamentali per il proseguo della pellicola, cosa significa essere genitori? Qual è il giusto modo di crescere i propri figli? Cosa significa essere una famiglia? I peccati dei genitori si possono ripercuotere sulla prole e sul futuro della propria specie?

 

Queste domande trovano tutte una risposta, dal ritorno degli umani (cacciati da Pandora nel precedente capitolo) all'atteso ritorno del villain Quaritch (clonato sottoforma di Avatar).

 

La famiglia Sully braccata da Quaritch si trova costretta a fuggire dalle foreste, giungendo via mare a chiedere rifugio ai Na'vi dell'acqua, qui Jake dimostra la sua ambiguità, comportandosi non proprio da padre modello Na'Vi ma da marine inseguito dai suoi fantasmi, così come Neytiri sembra essere troppo attaccata alla spiritualità dimenticandosi dei figli.

 

Quaritch invece anche lui padre (senza spoilerare troppo) compie un viaggio a ritroso, compiendo le tappe fondamentali del Jake Sully del primo capitolo - nuovo corpo, nuove interazioni con l'ambiente, ricordo della vita precedente - da personaggio bidimesionale a tridimensionale, il villain perfetto.

 

Stephen Lang

Avatar: La via dell'acqua (2022): Stephen Lang

 

Da quando i Sully si insediano nella parte oceanica di Pandora, Avatar: La via dell'acqua sfiora la perfezione, forse raggiungendola per lunghi tratti, qui il film riposa e per un'ora raggiunge vette contemplative e immaginifiche mai viste in nessun blockbuster.

 

I fondali marini, le creature, il modo che hanno di rapportarsi i Na'Vi acquatici con l'ambiente circostante non sono solo funzionali al racconto, ma sono il racconto stesso.

 

Tecnicamente siamo di fronte a qualcosa di mai visto, neppure nel precedente Avatar, eppure clamorosamente non è soltanto questo a colpire (e basterebbe), arrivano invece dritte e senza filtri le domande poste dalla parte centrale del film, qual è il nostro rapporto con la natura? Qual è il giusto modo di assecondare e capire le creature che ci circondano? Che rapporto abbiamo con la religione? Si può rimediare agli errori commessi dagli antenati?

 

scena

Avatar: La via dell'acqua (2022): scena

 

Nel film di James Cameron le domande della seconda vengono tutte concentrate e fatte detonare nella terza e ultima parte, un magnifico quadro in movimento di battaglie incredibili (forse le più belle della storia del cinema), contro chi distrugge la natura (Umani), contro chi caccia e uccide le creature (Umani), contro chi taccia di fanatismo religioso quello che non conosce (Umani), contro chi continua a commettere gli stessi errori (Umani).

 

In Avatar: La via dell'acqua non esiste il semplice scontro, l'incontro tra mondi ha cambiato per sempre tanto i nativi di Pandora quanto il popolo delle stelle (Umani) e questo apre ai prossimi film.

 

Quaritch, ibrido tra Na'Vi e umani, è metafora di questo incontro-scontro, racchiudendo in sè tutte contraddizioni dei due popoli in battaglia.

 

Sam Worthington

Avatar: La via dell'acqua (2022): Sam Worthington

 

Il film se vogliamo, è ancora più politico del precedente, il colonialismo è già avvenuto, in Avatar: La via dell'acqua si parla delle sue estreme conseguenze, ormai insite nel tessuto sociale di Pandora. 

 

Qui tutta la potenza del grande cinema popolare viene a galla, un cinema che non solo ammalia e sorprende (come Méliès a inizio '900), ma parla e descrive i problemi della contemporaneità con uno sguardo al futuro, perchè sì, in questo film i figli salvano i genitori da morte certa, ormai alla deriva e ciechi verso le catastrofe.

 

In sintesi Avatar: La via dell'acqua è il cinema senza compromessi e senza limiti, il riassunto di oltre un secolo di storia, intrattiene, fa pensare e getta le basi per un futuro migliore.

 

Un futuro che si spera possa azzerrare i peccati che abbiamo commesso, dando una nuova possibilità alla famiglia e alla collettività, che può e deve cambiare rotta.

 

"L’acqua non ha inizio o fine. Il mare è intorno a te e dentro di te. Il mare è la tua casa prima della tua nascita. L’acqua connette tutte le cose: la vita alla morte, il buio alla luce..."

 

Gianluca Ceccato

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