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Il diavolo è femmina

Regia di George Cukor vedi scheda film

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La recensione su Il diavolo è femmina

di steno79
8 stelle

Si tratta di un piccolo "cult" che all'epoca in cui uscì fu un clamoroso fiasco, ma in seguito è stato decisamente rivalutato; Mereghetti gli assegna quattro stelle su quattro, forse sopravvalutandolo un pò perchè si tratta senz'altro di una buona commedia, ma la messa in scena non è ancora così evoluta come in altre opere successive di Cukor (il suo capolavoro sarà senz'altro la versione musicale di "E' nata una stella" del 1954). Katherine Hepburn interpreta Sylvia Scarlett, la figlia di un piccolo truffatore che, dopo essersi travestita da ragazzo per sfuggire alla polizia, fugge col padre dalla Francia all'Inghilterra e si unisce ad una compagnia teatrale, innamorandosi di un artista interpretato da Brian Aherne che, all'inizio, non comprende di trovarsi di fronte ad una donna travestita da uomo.

E' una commedia piuttosto insolita per l'epoca in cui fu girata, che inizia con una specie di parodia del melodramma teatrale a carattere sentimentale, procede con un'avventura picaresca che vira continuamente dal comico all'eccentrico al (quasi) drammatico (soprattutto con la pazzia improvvisa del padre della Hepburn, interpretato da Edmund Gwenn), e nel complesso sembra decisamente voltare le spalle al realismo. Di fronte alle reazioni negative del pubblico e della stampa, sembra che la stessa Hepburn e il regista si disaffezionarono nei confronti del film, ricordandolo con poco piacere nelle interviste rilasciate negli anni seguenti; tuttavia, il film è stato giustamente ripreso in considerazione dalla critica per la sua sapiente miscela di elementi eterogenei e per l'audace trattamento del tema dell'ambiguità sessuale (Cukor fu davvero uno dei primi a spingersi in questo territorio in un prodotto "mainstream"). Di fronte ad una Hepburn che gioca maliziosamente col suo aspetto androgino, pur non perdendo mai la propria carica di femminilità, non sfigura assolutamente un giovane Cary Grant nel ruolo di Jimmy Monckley, un amabile imbroglione che, nella versione originale, sfoggia un distinto accento Cockney (il personaggio aveva alcuni tratti in comune con la biografia dell'attore, poichè anche lui era di estrazione popolare e aveva iniziato la propria carriera con piccole parti in spettacoli itineranti).


voto 8/10

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