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L'immensità

Regia di Emanuele Crialese vedi scheda film

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La recensione su L'immensità

di friedmandriver
7 stelle

La recente dichiarazione di Emanuele Crialese, regista del titolo, con la quale ha parlato pubblicamente della sua transizione di genere, getta una luce molto più introspettiva su questa pellicola, che fa certamente tesoro di determinate sensazioni ed emozioni provate dal cineasta romano sulla propria pelle.

Anni '60, famiglia romana composta dalla madre Clara (Penélope Cruz), dal padre Felice (Vincenzo Amato, attore ricorrente nelle pellicole dell'autore) e dai tre figli Adri (Luana Giuliani), Gino (Patrizio Francioni) e la piccola Diana (Maria Chiara Goretti). La situazione familiare non è delle più rosee fin da subito, con un matrimonio in forte crisi sorretto dalla figura di Clara, figura chiave della storia al pari di Adri - Adriana all'anagrafe, ma con un'identità di genere che, a 12 anni, inizia ad essere messa in dubbio.

 

Penélope Cruz

L'immensità (2022): Penélope Cruz

 

Clara trattegia una figura forte, progressista e molto aperta, consapevole del travaglio interiore della figlia, con la quale ha un rapporto molto profondo; dall'altro lato, cerca di mantenere in piedi una famiglia ormai al collasso, capace di metterla in grande crisi e di portarla ad incendiare parte della casa per sbaglio, cosa che le costerà ben più di un rimprovero.
Adri cerca di scoprire sé stessa anche attraverso l'esplorazione del mondo circostante, con una barriera fisico-metaforica rappresentata dai canneti che separano il complesso residenziale da un campo rom; ma anche mediante suggestioni e fantasie, con cui Adri si rivede assieme alla madre nei panni della Carrà o di Celentano: una vera e propria fuga mentale mediata da personaggi che hanno saputo indicare una strada nuova e meno vincolata dalle costrizioni di un modello societario-individuale incapace di contenere le peculiarità di ognuna/o.

 

Penélope Cruz

L'immensità (2022): Penélope Cruz

 

Il frame qui sopra riportato è emblematico della mentalità di Clara, uno spirito libero che riesce occasionalmente a dare sfogo a quel grande potenziale interiore privo di confini e di restrizioni socialmente imposte. "Non mi preoccupa la fantasia dei bambini, ma quella degli adulti" è la frase iconica che contraddistingue il pensiero di Clara che, pur collocandosi perfettamente all'interno della società del tempo, rifiuta il clima pregiudizievole, quasi da caccia alle streghe, del tempo, fornendo il perfetto supporto morale ed emotivo per la crescita di Adriana.

Inutile esprimersi ulteriormente, perché il film è viaggio che va vissuto dal primo all'ultimo momento; anche per mezzo di alcune immagini e di alcune istantanee molto simboliche e suggestive, merito di una fotografia che riesce a trasportare anche sul piano formale la volontà di liberazione dei corpi, abbattendo ogni pregiudizio.

 

scena

L'immensità (2022): scena

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