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Trama

Poche ore prima di celebrare il suo matrimonio nella tenuta del padre, Laura si concede una passeggiata in solitudine, ritrovandosi a una festa insolita. La musica e l’atmosfera la distraggono per un attimo dai suoi pensieri fino a quando un evento inaspettato cambia drasticamente il corso della serata, coinvolgendo il padre e il suo futuro sposo.

Curiosità

INTERVISTA AL REGISTA

Da cosa è nata l’idea per questo film?

Con il mio film precedente, Vino, ho avuto l’opportunità di partecipare ad un festival cinematografico in India. È stato sulle spiagge di Goa che ho conosciuto i "Silent Party" ovvero le "Feste silenziose". Vedere gente ballare con le cuffie in una location dove si udivano solo il rumore del vento e del mare, ma nessuna musica, mi ha affascinato. D’altra parte, alcune settimane prima, una turista inglese era stata violentata e uccisa proprio su quella stessa spiaggia. Entrambi gli episodi sono stati il seme di questa storia, che si è sviluppata in me per circa 10 anni.

Si può dire che nel film prevalga un punto di vista femminile? Ti sei confrontato con Jazmín Stuart nello scrivere il personaggio di Laura?

Chiaramente il punto di vista nel film è quello del personaggio di Laura, interpretato da Jazmín Stuart. Per quanto riguarda Jazmín, ci eravamo incontrati per questo progetto circa 6 anni prima dell’inizio delle riprese: ho sempre saputo che dovesse essere lei l’attrice protagonista e, fortunatamente, dal momento in cui gliel’ho proposto, lei ha desiderato interpretare Laura. Quando abbiamo iniziato a girare avevamo già lavorato così tanto in precedenza sul personaggio che Jazmín conosceva perfettamente Laura e penso che questo nel film si percepisca.

Nella prima parte del film sottolinei il fatto che la protagonista eccede nel bere alcool per allentare la tensione. L’alcol è presente anche nella trama di alcuni tuoi film precedenti come Vino ed Eva. C’è forse un messaggio che vuoi veicolare su questo tema?

È vero: anche se non considero l’alcol un tema a sé stante nei miei progetti, di solito scrivo personaggi che bevono. Sia in Vino che in Eva che in La festa silenziosa, tutti bevono in situazioni sociali, ma più che un tema o un messaggio sull’alcol, la sua presenza è dovuta più che altro alle circostanze in cui si svolgono le scene in cui solitamente è presente l’alcol. Forse è solo un complemento narrativo, un elemento di supporto per definire personaggi e stabilire situazioni.

La violenza, nel film, è presentata in maniera verosimile, al contrario di molti thriller in cui spesso è estrema e irrealistica. Ti sei ispirato a qualche autore in particolare?

Ho sempre saputo di voler adottare un’estetica realistica per la violenza e per il film in generale. Penso che sia questa la forma che mi coinvolge maggiormente nei film di genere e in particolare nei thriller. In qualche modo, i primi film di registi come Scorsese, che ai loro tempi facevano film “in strada” con un’estetica realista, hanno segnato il mio gusto per questo tipo di cinema, violento, crudo e con uno sguardo molto personale. Penso che il thriller, se riletto attraverso il realismo, restituisce una tensione drammatica più potente e inquietante.

Il film è stato girato in sole tre settimane, ma c’è stata una scena in particolare che è stata difficile da realizzare per questioni tecniche o emotive?

Senza dubbio, la scena dello stupro è stata per me una delle più difficili da filmare. Per via del carico emotivo e perché volevo che sembrasse il più reale possibile. Inizialmente covavo l’idea di realizzarla con un movimento di macchina piuttosto sofisticato, ma quando abbiamo iniziato a farlo in quel modo ho sentito che gli attori erano prigionieri del campo di ripresa stabilito dalla videocamera e il tutto perdeva di naturalezza. Quindi l’ho fatto con un’impostazione che permettesse, sia a loro che a me, di lavorare con maggiore libertà e ottenere il realismo che cercavo. Quando abbiamo finito di filmare quella scena, mi sentivo come se un rullo compressore fosse passato sul mio corpo.

C’è qualcosa riguardante il film che avresti il piacere di raccontarci?

È stato un processo molto lungo, 10 anni da quando è nata l’idea fino al momento in cui sono stato in grado di realizzare il film. In molte occasioni ho pensato che non ce l’avrei fatta, ma qualcosa mi ha spinto a non abbassare le braccia. Se avessi fatto le riprese qualche anno prima, il film sarebbe stato diverso; penso che l’attesa sia valsa la pena.

Cosa ci dice questo film sull’Argentina di oggi?

Penso che negli ultimi anni ci siano stati cambiamenti significativi, non solo in Argentina ma anche nel mondo, e La festa silenziosa in qualche modo solleva interrogativi su quale sia il ruolo delle donne in un contesto maschile. Cerca, insieme a noi che l’abbiamo fatto diventare un film contemporaneo, a dialogare con la realtà del mondo di oggi.

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2021
2021
Uscito nelle sale italiane il 22 novembre 2021
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