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Babylon

Regia di Damien Chazelle vedi scheda film

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La recensione su Babylon

di diomede917
10 stelle

CIAK MI GIRANO LE CRITICHE DI DIOMEDE917: BABYLON Damien Chazelle è attualmente il regista più giovane ad aver vinto l'Oscar e uno potrebbe pensare, al posto suo, di adagiarsi sugli allori e invece prima fa un film tormentato sui tormenti di Neil Armstrong il primo uomo che ha messo piede sulla luna e poi fregandosene bellamente di tutte le regole politicamente corrette presenti attualmente a Hollywood per realizzare il più bel delirio visivo degli ultimi anni: Babylon. Chazelle non ha paura e osa. Decide di farti stare fermo e immobile per 3 ore e dieci sulla poltrona del cinema ad ammirare lo strabordante susseguirsi di immagi e situazioni, catapultandoti nella Hollywood degli anni 20 del cinema muto. Un tripudio di festini, droghe di ogni genere, orge, defecazioni di elefanti e perversioni di ogni tipo. Il tutto senza dimenticare mai un momento che il protagonista assoluto del film è l'amore smisurato che ha il suo regista nei confronti del cinema. Le prime due ore sono un susseguirsi di scene madri che seguono l'andamento di una montagna russa di Disneyland. Si và dalla festa senza regole della KinoProduction che ricorda una Grande Bellezza vietata ai minori di 18 anni, con tanto di nani e ciccioni che amano farsi pisciare in bocca alla caotica e delirante vita da multiset fino ad arrivare alla prima scena in sonoro con tanto di cadavere. Al centro della storia 4 vite che cercano di emergere e sopravvivere nella Mecca del Cinema durante il passaggio dal muto al sonoro. Abbiamo il divo che cambia più mogli che mutande, che soffre oltre misura questa nuova dimensione (ispirato alla vita di John Gilbert), una ragazza che non è una star ma che è nata star e che vuole emergere nonostante la propria fragilità psichica (personaggio che ricorda Clara Bow), abbiamo il factotum risolvi problemi che arriva dal Messico che vive questo mondo con gli occhi sognanti di un bambino e il musicista jazz di colore che vuole imporsi col proprio talento come fosse Duke Ellington. Per fare il suo C'era una volta a Hollywood, Damian Chazelle si rivolge agli attori che già fecero benissimo con Tarantino. Un Brad Pitt magnifico che interpreta con incredibile poesia un attore sul Viale del tramonto che purtroppo se ne accorge troppo tardi e quel fiume in piena chiamato Margot Robbie che omaggia pure se stessa nella bellissima scena in cui si rivede per la prima volta sul grande schermo dentro un cinema pieno. Ma come ho detto all'inizio Babylon è soprattutto un atto d'amore per il cinema, non solo di quello passato, di Damian Chazelle. Un amore che affida al suo alter ego Manny Torres, in lacrime a fissare le immagini che hanno fatto la storia del cinema. Partendo da Gene Kelly che danza sotto la pioggia fino ad arrivare alla maestria di James Cameron. Ricordandoci che può passare il tempo, possono arrivare tutte le novità tecnologiche ma l'unica e vera emozione è solamente nella sala cinematografica. Voto 9

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