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Cyrano

Regia di Joe Wright vedi scheda film

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La recensione su Cyrano

di pazuzu
7 stelle

Anziché ornamento, la colonna sonora diviene parte fondamentale della sceneggiatura, con passaggi dal parlato al cantato quantomai morbidi e credibili, e con almeno un paio di brani davvero notevoli, che farebbero la fortuna di diversi artisti chamber pop.

 

 

Cyrano è un artista della parola capace di appendere ciascuno al filo del proprio eloquio, e oltretutto è valente nel combattimento con la spada, ma il suo aspetto poco piacente lo convince di non essere degno dell'amore della bella Roxanne, che conosce e brama da sempre; così, quando questa gli chiede aiuto per conquistare Christian, un nuovo cadetto del suo reggimento di cui s'è invaghita a prima vista, affranto dall'esser considerato nulla più che un buon amico e confidente, si propone al ragazzo come ghost writer delle lettere che lei vorrebbe le venissero scritte, considerandolo, per sé, come l'unico modo per tenerla vicina. «Io ti presterò l'eloquenza, e tu a me la bellezza».

 

 

Lo spunto che ha condotto il regista inglese Joe Wright a decidere di proporre al cinema l'ennesima trasposizione del Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand è stato un invito ricevuto ad assistere all'adattamento che Erica Schmidt ne aveva fatto, portato in giro per piccoli teatri statunitensi tra il 2018 ed il 2019 con attore principale il proprio marito Peter Dinklage (ovvero il Tyrion Lannister della serie Il Trono di Spade).
Dalla scelta dell'attore protagonista si deduce subito che una variazione sul tema originario è stata apportata, e anche piuttosto evidente: la particolarità fisica di Cyrano non è più il naso gigantesco, bensì l'esser affetto da nanismo. Wright resta affascinato da questa rivisitazione, portando con sé sul grande schermo anche lo stesso Dinklage, oltre che gli autori delle musiche, Bryce ed Aaron Dessner. Trattasi infatti di un musical, nel quale altra variazione rispetto allo spartito originale sta nell'aver sostituito alcuni del lunghi monologhi poetici con vere e proprie canzoni: anziché ornamento, la colonna sonora diviene parte fondamentale della sceneggiatura, con passaggi dal parlato al cantato quantomai morbidi e credibili, e con almeno un paio di brani davvero notevoli, che farebbero la fortuna di diversi artisti chamber pop - Someone to Say, che proposta nella prima parte e poi di nuovo sul finale fa un po' da leitmotiv dell'intera pellicola, o la splendida Wherever I Fall, che accompagna la scena della battaglia.

 

 

Girato in buona parte in Sicilia, tra Noto e la Valle dell'Etna (ma c'è anche un altro elemento di italianità, il costumista Massimo Cantini Parrini), il Cyrano di Joe Wright (e di Erica Schmidt) ha l'ardire di rileggere un testo immortale attraverso una semplificazione comunicativa che lo rende potenzialmente fruibile anche dallo spettatore mediamente svogliato di questi attuali tempi fluidi, e grazie anche all'evidente trasporto emotivo dei due protagonisti (accanto al già citato Cyrano di Peter Dinklage c'è la valida Roxanne di Haley Bennett), tutto sommato ci riesce, portando di nuovo chiaro, forte e iper-romantico, il messaggio di incoraggiamento e sprone nei confronti di tutti coloro i quali, che sia per il naso, per l'altezza o per qualsiasi altro supposto difetto, si sentono insicuri e per questo inabili a poter essere amati.

 

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