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Luzifer

Regia di Peter Brunner vedi scheda film

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La recensione su Luzifer

di alan smithee
7 stelle

locandina

Luzifer (2021): locandina

MUBI

"La brama del potere sta uccidendo il nostro mondo.

Brucia colore di morte!

Grazie Signore. Grazie a te ora sono pulita e sobria."

Nel bel mezzo di una amena valle montana austriaca, il giovane Johannes vive nella sua ingenuità ed innocenza assieme alla madre, una ex tossicodipendente ed alcolista tutta tatuata, che ha trovato in cima a quei monti austeri, a diretto contatto con una natura esigente ma giusta, i ritmi di vita che le hanno consentito di disintossicarsi ed uscire da ogni dipendenza.

Il figlio, già adulto ma di animo semplice, vive succube della madre e con la sola amicizia di una splendida aquila ammaestrata.

Quando, nei pressi della baita che li ospita, il ragazzo vede spuntare in volo dei droni che spiano dall'alto, scopriranno che, in quella zona pressoché disabitata, la civiltà ha messo un occhio cinico con lo scopo di sfruttare quel simil-paradiso, per trasformarlo in una zona ad alto sfruttamento turistico.

Pochi giorni dopo il giovane noterà moti alberi della foresta segnati da una pittura che li sceglie come i primi condannati per la riqualificazione commerciale.

A quel punto per quei due esseri solitari, l'avvento della civiltà verrà interpretato come un intervento diabolico, da tentare di scacciare con l'utilizzo di antichi riti religiosi tramandato da una cultura popolare forse eretica, ma saldamente legata ai miti naturali e alla potenza della terra, considerata come una vera madre. Fino ad andare incontro ad una scelta drammatica e sacrificale.

Franz Rogowski

Luzifer (2021): Franz Rogowski

Franz Rogowski

Luzifer (2021): Franz Rogowski

Prodotto dall'inquietante, ma amatissimo regista austriaco Ulrich Seidl, il quarto film del regista Peter Brunner è incentrato su un morboso rapporto familiare che si instaura tra una madre ed un figlio entrambi alle prese con i propri disturbi caratteriali, in parte causati forse proprio dall'isolamento in cui hanno scelto di abbandonarsi.

Luzifer è un film che disturba ed inquieta lungo tutto il suo percorso, che non può non terminare in altro se non in una scelta sacrificale che non pare rivelarsi foriera di effetti benefici, né per il nostro devastato ed ingenuo protagonista, né a favore di una natura fino a quel momento incontaminata.

Brunner punta il dito sugli effetti di un credo religioso che pone interrogativi, anziché fornire risposte ad una umanità debole e sempre in bilico verso una autodistruzione scellerata e ben poco lungimirante, propria di una umanità che sa guardare solo entro confini prossimi, senza preoccuparsi di salvaguardare le generazioni future.

Luzifer costituisce, per il bravo attore Franz Rogowski, un'altra occasione preziosa ed opportuna per aggiungere alla sua folta schiera di personaggi vulnerabili ed insicuri, una nuova sfaccettatura di umanità che caratterizza il suo personaggio insicuro e succube di scelte e decisioni altrui, predisposto a trovare nell'attaccamento ad un animale (una splendida aquila in questo caso), l'alleato prezioso ed indispensabile su cui poter fare affidamento al di fuori della sua impegnativa genitrice.

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