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The Guilty

Regia di Antoine Fuqua vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su The Guilty

di axe
6 stelle

L'agente della polizia di Los Angeles Joe Baylor è assegnato alla centrale operativa alla quale giungono le telefonate del numero di emergenza 911. Gestisce con destrezza le richieste di soccorso, garantendo un intervento nonostante molto personale sia impegnato a causa di un incendio propagatosi nei dintorni della città. E' contattato da una certa Emily, la quale gli riferisce di essere trasportata contro la sua volontà all'interno di un furgone da un uomo con intenzioni oscure. Facendola parlare, Joe ottiene alcune informazioni, con le quali può sia far avviare un'azione di salvataggio, sia condurre un'indagine personale sulla vicenda, il suo coinvolgimento nella quale diventa via via maggiore. Ambientato quasi interamente all'interno dei locali della centrale operativa, e ben interpretato da Jake Gyllenhaal, nei panni di Joe, unico personaggio di rilievo visibile, questo film racconta di fatto due storie; la drammatica vicenda di Emily e della sua famiglia, e quella, non meno complessa, del protagonista. Di Joe Baylor, inizialmente, non sappiamo nulla. Lo vediamo, però, teso, confuso; apprendiamo, man mano, i dettagli della sua situazione, estremamente difficile. Egli vive con estremo dolore la separazione dalla propria moglie e la lontananza dalla figlia; inoltre, è prossimo a dover fronteggiare in tribunale la grave accusa di aver ucciso un ragazzo, eccedendo nell'uso delle armi durante un'operazione. Quasi tenuto a distanza dai colleghi, "assediato" da una giornalista, confida di potersi "riappropriare" della sua vita grazie alla testimonianza, evidentemente non veritiera, di un compagno. La speranza di evitare le proprie responsabilità non gli lascia comunque tranquillità; l'imbattersi nel rapimento di Emily offre alla sua coscienza la possibilità di un'"emenda". Pur non potendo essere in prima linea, impegna ogni sua risorsa per un fine benefico; la sua emotività, tuttavia, gli impedisce di agire in maniera professionale. Commette una serie di errori, aggravati dall'abuso delle sue facoltà come addetto alla centrale operativa; interpreta i fatti in maniera molto diversa da come sono veramente, ed a causa di ciò, rischia di generare altro dolore. Ma la sua buona volontà è premiata dall'evoluzione del dramma di cui è involontario - ed incompleto - testimone. Grazie alla sua caparbietà, riesce a salvare delle vite, e ciò gli offre nuove prospettive. L'alba del nuovo giorno lo spinge alla difficile scelta di rinunziare ad una difesa "fraudolenta" ed assumersi le proprie responsabilità circa l'omicidio di cui è accusato. Probabilmente, è la consapevolezza di aver fatto una cosa veramente buona a spingere la coscienza di Joe fuori dal baratro di menzogne e vigliacchieria nella quale è precipitata. La caratterizzazione del protagonista è probabilmente la miglior cosa dell'opera. Il ritmo è sostenuto, ed è richiesta allo spettatore un'attenzione costante, poichè l'evoluzione degli eventi è comprensibile esclusivamente grazie ai dialoghi, spesso spezzati e concitati. Personalmente, mi aspettavo i colpi di scena che si sono poi puntualmente verificati; molto vaghe le informazioni a disposizione di Joe, e troppo confuso il poliziotto, per poter ricostruire con precisione la dinamica dell'evento in corso; un'errata interpretazione è più che plausibile, ed anche le successive, istintive azioni. Ritengo di poter assegnare una sufficienza al film. Il regista Antoine Fuqua utilizza al meglio le poche risorse a disposizione - un unico attore ed un'unica ambientazione - per raccontare, intrecciandolo ad un dramma della follìa, di un travagliato percorso di maturazione interiore.

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