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Robust

Regia di Constance Meyer vedi scheda film

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alan smithee

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La recensione su Robust

di alan smithee
5 stelle

Déborah Lukumuena

Robust (2021): Déborah Lukumuena

FESTIVAL DI CANNES 74 - SEMAINE DE LA CRITIQUE

Un noto attore con problemi di obesità e afflitto da una crisi interiore che lo spinge a non provare più interesse per il proprio lavoro, rifuggendo sempre più le proposte che gli piovono addosso, vede la sua esistenza pratica e materiale sconvolgersi quando il suo braccio destro e guardia del corpo è costretto ad assentarsi per un periodo di tempo più lungo del previsto, tanto da rendere necessario un sostituto. Nella scelta dello stesso, finisce per spuntarla una donna, corpulenta non meno dell'attore, e peraltro campionessa di lotta libera.

L'approccio tra i due apparirà in dura salita, ma finirà per piegarsi ad una comune condivisione di problematiche legate proprio alla fisicità esuberante che entrambi si portano dietro, non senza frequenti imbarazzi, nonché problematiche di tipo logistico e sanitario.

Gérard Depardieu, Déborah Lukumuena

Robust (2021): Gérard Depardieu, Déborah Lukumuena

Gérard Depardieu

Robust (2021): Gérard Depardieu

Questo approccio sarà la molla più appropriata per far scattare l'intesa più perfetta e solidale, contro una società che giudica a prescindere ogni qualvolta non si rispettino i severi canini estetico/sociali imposti da un pensiero comune spesso crudele ed intransigente.

Alla sua opera prima, la interessante Costance Mayer azzecca un cast che più pertinente non potrebbe rivelarsi: la star numero uno del cinema francese nel mondo, ovvero Gerard Depardieu, negli ultimi anni sempre impegnato in personaggi che si mimetizzano nel modo più apparentemente fedele al proprio personaggio reale, o a quello che da esso traspare nell'immaginario pubblico.

Lo affianca la giunonica "guerriera" Déborah Lukumena, che conosciamo dai tempi del brillante e colorato Divines, e che a Cannes 74, nella sezione Quinzaine, era presente anche col brillante melò The Braves di Anais Volpé.

Una coppia all'insegna dell'opulenza più orgogliosa e vitale, in grado di fare faville e di giustificare la complessiva riuscita della commedia. 

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