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Doctor Strange nel Multiverso della Follia

Regia di Sam Raimi vedi scheda film

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La recensione su Doctor Strange nel Multiverso della Follia

di Souther78
3 stelle

Come il miglior cinema di Goebbels, assistiamo qui allo spaccio di ideologie forzate, dietro la parvenza innocua del genere fantasy. Operazione da boicottare per principio, e film che insegue a tutti i costi il profitto, oltre all'ideologia. Peccato, perchè comunque la mano di Raimi c'è e si vede, anche se nulla in confronto alla Spider-trilogy.

Negli USA Amazon non fa pubblicità ai suoi prodotti o servizi, ma a se stessa. Ciò che "vende" è l'immagine di società eco-compatibile, equa, rispettosa della bassa manovalanza. Quindi si autoincensa facendo vedere quanto paghi bene i suoi schiav...ehm, dipendenti (tutti, ovviamente, rigorosamente mascherati) e quanto dia lavoro anzichè sottrarlo. Il che è anche relativamente vero, se non fosse che il lavoro che sottrae è quello di liberi imprenditori, artigiani e professionisti, e quello che "generosamente" elargisce con paga minima di 15 dollari orari è il lavoro di dipendenti/schiavi, per lo più manovali o facchini che poco a poco vengono peraltro sostituiti dalle macchine. Poi, accanto al vendere se stessa, vende anche le proprie politiche, cioè, per esempio, quelle falsamente ecologiche che sono preposte a ingenerare nel pubblico la persuasione che essere ecologici significhi dire ad Alexia di crescere un albero (rectius: pagare 1 dollaro ad Amazon che dovrebbe fare ciò), comprando paccottiglia digitale per interfacciarsi col nuovo ordine mondiale del WEF.

 

Ecco, dopo la visione del film ho potuto constatare che c'era lo zampino della Disney nella produzione, ed ecco che, come per magia, ho realizzato il perchè delle due "mamme" e della protagonista messicana ma di nome America. Forse non tutti sanno che la Disney è attualmente impegnata attivamente nella crociata elitaria per depopolare il mondo attraverso la promozione dell'ideale che la sessualità normale sia in realtà sbagliata e ciò che è innaturale sia invece giusto. Messaggi subliminali per abituare le masse appunto al nuovo ordine mondiale. Prima la pubblicità nei film vendeva marchi e prodotti, mentre ora, proprio come gli spot Amazon, vende, o, per meglio dire, spaccia idee.

 

Questa la premessa doverosa per inquadrare l'opera. Quanto al resto... la mano di Raimi c'è e si vede: basterebbe l'immagine della scalinata in mezzo all'acqua per accorgersene. Le atmosfere, i personaggi e alcuni particolari "raccapriccianti" sono decisamente diversi dalla normalità degli avengers & co.

 

La regia, dunque, c'è, ma la sceneggiatura lascia assai a desiderare. Premesse logiche molto debolucce: il buono che diventa cattivo così, che da super buono diventa super cattivo... insomma, psicologie tagliate decisamente con l'accetta. Purtroppo, poi, questi personaggi "politicamente corretti" messi lì sempre nell'ottica di cui sopra fanno veramente pena e stanno in scena come un bidone della spazzatura su un palco. Sarebbe bello vedere il dietro le quinte di quando i produttori hanno detto agli attori una cosa del tipo: "sì, tu sei fico, hai 56 film e 30 anni di carriera alle spalle... però sai, dobbiamo vendere il messaggio politico, quindi ti dobbiamo affiancare una adolescente messicana sfigata come comprimaria".

Che dire? Comunque la si pensi, questi film già nascono per scopi meramente commerciali... adesso poi sono pure diventati omaggio alla retorica del World Economic Forum, riempiendosi di personaggi stereotipati ridicoli con le doti sceniche di cui sopra (quelle del bidone sul palco, appunto)... esprimere un giudizio "artistico" sembra sempre più fuori luogo.

 

Il film intrattiene discretamente, a patto di sorvolare appunto sullo scarso spessore dei personaggi e sulla trama molto raffazzonata. Danny Elfman alle musiche non tradisce le aspettative. Peccato per il Professor X, del tutto sprecato, oltrechè ficcato in un mezzo un po' ridicolo che non si capisce se riproduca Bumblebee o la 313 di Paperiniana memoria (dopotutto siamo sempre in casa Disney, no?).

 

Resta il grave problema della politicizzazione e ideologizzazione dell'opera. Si parla tanto di nazismo, ma intanto si esaltano i nazisti ucraini e si riproduce il metodo Goebbels di usare i film come strumento di inoculazione del pensiero unico dominante. Quindi, a questo punto, anche il voto non può che essere politico. 3 stelle all'opera in sè, 0 (inqualificabile) per l'operazione ideologica. Media = 1,5.

 

 

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