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Il signore delle formiche

Regia di Gianni Amelio vedi scheda film

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La recensione su Il signore delle formiche

di friedmandriver
7 stelle

L'ultima fatica filmica di Gianni Amelio, presentata al festival di Venezia, narra le vicende occorse ad Aldo Braibanti, mirmecologo e scrittore, negli anni '60. Portato sul banco degli imputati quale plagiatore di alcuni giovani allievi, Aldo (Luigi Lo Cascio) si vede costretto a fronteggiare accuse che ruotano sempre attorno all'omosessualità, argomento tabù che non viene mai dichiaratamente esplicitato dalla corte e dagli avvocati. Parliamo di una società, quella della seconda metà degli anni '60, che in Italia riesce a mostrare un vivo attivismo politico ed un desiderio di ribellione al sistema, incapace di stare al passo con una società che stava evolvendosi; in tutto questo, però, una parte non irrilevante dell'opinione pubblica e delle istituzioni non riesce a configurarsi con le rinnovate necessità di libertà, di piena espressione di Sé senza vincoli.

 

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Il signore delle formiche: Aldo Braibanti (Luigi Lo Cascio)

 

La pellicola muove a partire da alcuni quadri con cui è possibile individuare i momenti precedenti al processo, mostrando i rapporti (perlopiù intellettuali) con i ragazzi ma senza mai scendere in sentimentalismi, retorica o scene strappalacrime. Il film ha il merito di essere molto sintetico in questa prima fase, troncando in maniera decisa anche alcune sequenze narrative al fine di non soffermarsi troppo sulle singole storie.
Lo Cascio è altrettanto bravo a portare in scena una figura che, senza eccessi e con un'attenta costruzione, riesce a risaltare rispetto ad Ettore Tagliaferri (Leonardo Maltese, attore al debutto) e agli altri ragazzi, ma senza mai porsi in maniera soverchiante su di essi; spesso i rapporti paiono quasi più paritari che non di subordinanza, con una distanza che viene data in primo luogo dall'età e dalla preparazione e, in secondo luogo, dalle capacità attoriali ed interpretative di un attore di lungo corso contrapposto ad artisti emergenti. Fattore, quest'ultimo, che riesce a generare una divaricazione estremamente naturale tra le parti in gioco, con l'esperienza recitativa che diventa un elemento chiave su cui costruire i ruoli di maestro e allievo.
Con l'avvio del processo subentra una maggiore attenzione ai dettagli ed un andamento diverso, più attento a restituire anche il dolore e la sofferenza direttamente sui corpi, come nel caso del giovane Ettore, sottoposto ad elettroshock e lunghi internamenti. Molto interessante è proprio il trattamento filmico che viene attuato durante la deposizione di Ettore, con un lungo piano sequenza a sottolineare tutti i movimenti, i tic e gli spasmi di un corpo frantumato dai soprusi di una medicina che avrebbe dovuto sopprimere quell'omosessualità indotta - secondo l'accusa - proprio dal Braibanti, descritto come un manipolatore luciferino capace di alterare le menti dei giovani con la parola, la filosofia ed altri mezzi.

 

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Il signore delle formiche: Ettore Tagliaferri (Leonardo Maltese)

 

In questo scenario emergono varie voci, tutte utili per testimoniare un quadro storico complesso. Come quella di Ennio Scribani (Elio Germano), scrittore de L'Unità che si batte per dare voce al Braibanti anche fuori dal tribunale; o Graziella (Sara Serraiocco), cugina di Ennio e attivista politica. O, ancora, figure che esprimono malcontento per l'attenzione mediatica rivolta al Braibanti a fronte di problemi ben più grandi (a detta loro), come il Vietnam.
Personaggi che, insomma, cercano di offrire più punti di vista possibili al fine di restituire il clima politico di quegli anni.
Il risultato, nel complesso, è molto buono: la narrazione frammentata della prima fase è, infatti, funzionale a lasciare maggiore spazio alle fasi del processo, che diventa una sorta di panopticon per osservare ogni sfumatura di tali momenti, decisivi per il Braibanti e per la percezione pubblica dell'omosessualità, al tempo argomento tabù e tutt'oggi - dopo oltre 50 anni - ancora in grado di far discutere e dividere.

 

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Il signore delle formiche: Ennio Scribani (Elio Germano)

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