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Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli

Regia di Destin Daniel Cretton vedi scheda film

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La recensione su Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli

di YellowBastard
6 stelle

Con Endgame e la conclusione del ciclo dedicato a Thanos e alle Gemme dell’Infinito (sempre che non ritornino prossimamente, come credo) è giunto il momento per la Marvel di dedicarsi al prossimo arco narrativo di lunga durata e mentre Black Widow é stato una sorta di flashback con la funzione, oltre a presentare dei nuovi personaggi, di chiudere degnamente la storia di Natashe Romanoff e altre “questioni” rimaste in sospeso, Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, in uscita in Italia al cinema (e solo al cinema) dal 1 Settembre, rappresenta invece il primo vero passo verso la Fase 4 del MCU ma anche la prima, vera e autentica svolta decisamente fantasy per il franchise dei Marvel Studios.

E lo fa attraverso un personaggio sconosciuto praticamente a tutti, anche da molti che seguono comunque le avventure a fumetti della Marvel Comics.

 

Shang Chi Teaser Trailer by Leroy Patterson | GIPHY

 

Inizialmente il progetto della Marvel Comics doveva essere una trasposizione a fumetti della serie TV Kung Fu (1972), nata da un’idea di Bruce Lee e con David Carradine come protagonista, con l’intento di approfittare del successo di titoli, al cinema e in TV, dedicati alle arti marziali ma fu poi abbandono a causa di problemi legali con i diritti di pubblicazione di proprietà della Time Warner.

Gli autori Steve Englehart e Jim Starlin reinventarono quindi il protagonista, rinominato Shang-Chi, prendendo spunto proprio da Bruce Lee e, soprattutto, dal personaggio da lui interpretato in I 3 dell'Operazione Drago (1973), rendendolo inoltre il figlio segreto di Fu Manchu, famoso personaggio della letteratura pulp creato da Sax Rohmer nel 1913, di cui all’epoca detenevano i diritti e ambientando le sue storie in un mondo dello spionaggio molto simile a 007 debuttando nel maggio del ‘75 in Special Marvel Edition 15.

Negli anni a seguire, oltre alla propria serie, apparve anche in alcuni super gruppi e relative testate, oltre a essere protagoniste di miniserie o brevia archi narrativi ma rimanendo sempre ai margini dell’immaginario supereroistico della Marvel.

 

Totalmente (o quasi) reinventato per il cinema, Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli é diretto da Destin Daniel Cretton, regista cino-canadese e autore nel 2013 di un titolo rivelazione con il piccolo film indipendente Short Team 12 ,che contribuì anche a lanciare Brie Larson e Rami Malek, che ha co-sceneggiato il film insieme a David Callaham.

 

Shang-Chi review: Marvel retcons history, delivers new magic - Polygon

 

Shang-Chi é una pellicola ambivalente con diverse impostazioni tematiche in un unico film, cosa che però può creare una certa diseconomia tra la prima e la seconda parte della pellicola, mostrandosi come due metà disarticolate tra loro, con una parte concettualmente più incline a una pellicola MCU e un’altra decisamente più favolistica.

Tecnicamente é sia una storia di origini oltre che una pellicola di supereroi (ovviamente) ma assomiglia anche, specie all’inizio, più a un wuxia che non a un tradizionale film supereroistico, con moltissime coreografie ispirate al quel cinema wuxiapian divenuto famoso anche da noi grazie e pellicole di successo come Hero o La foresta dei pugnali volanti (in particolare nelle scene di combattimento con i cavi, il cosiddetto wire work, ben realizzate specie nella scena introduttiva dove in breve tempo lo scontro di arti marziali si trasforma in una vera e propria danza di corteggiamento tra Wenwu e Jiang Li), ma ha anche molto del cinema d’avventura, con il classico viaggio dell’eroe che, inizialmente restio alla sua eredità o alle responsabilità, attraverso diverse sfide e confronti arriva a superare le sue insicurezze e quindi all’accettazione di sé e del suo ruolo nel mondo, come anche un film dalla fortissima impronta fantasy, soprattutto nella (lunghissima) parte finale, rivisitata però attraverso una concezione molto orientale.

 

A suo modo inedito é un film d’azione spettacolare ma anche edipico, con le dinamiche padre/figli forse standardizzate (e molto alla Star Wars) ma espresse comunque armonicamente (e onestamente), è anche un film che tende a unire superpoteri e arti marziali come anche comics e manga, ovvero due mondi e due culture, quella occidentale e quello orientale, diverse anche cinematograficamente che qui cercano di armonizzare insieme attraverso una storia intrisa di iconografie e immagini del folklore orientale intrecciando tra loro vari racconti popolari cinesi, tra cui anche una specie di Shangri la (in realtà invenzione di un’occidentale) popolata da creature mistiche, in una concezione del mondo “orientale” della Marvel (e da non scambiare quindi per una rappresentazione realistica) coloratissima e visivamente diversa da qualsiasi cosa visto precedentemente, sia come fotografia che per stili e/o atmosfere spesso molto più virate verso il fantasy che non al mondo dei supereroi.

Un frutto di contaminazioni del linguaggio che sembra tenere presente anche il mercato editoriale dei fumetti con un finale che più che quello di un classico film hollywoodiano adotta principalmente il linguaggio del manga e degli anime, creando però in questo modo una sorta di “corto circuito” con tutta la prima parte del film.

 

WATCH : Marvel Studios Shang Chi New Trailer Is Full Of Action, Family  Drama, And An Actual Dragon | Bollywood News Bucket

 

E’ anche una storia di riscoperta. Il protagonista fuggendo dal un padre che lo vuole uguale a se stesso perde anche una parte di se stesso così come, emigrando in America e assuefacendosi alle sue usanze (diventa perditempo, inconcludente e spensierato, sfuggente alle responsabilità esattamente come il prototipo del classico teenager americano), perde anche la propria identità (e sottolineando quindi l'importanza fondamentale di conservare i legami con le proprie terre e le proprie origini).  

E’ il passato (la nostra storia) e il rapporto, anche conflittuale, con i nostri genitori e antenati (da dove proveniamo) come anche le nostre scelte di come rapportarci a tutto questo a definire davvero chi siamo.

 

 L’azione é spettacolare e le scene dei combattimenti come le coreografie rendono omaggio alla tradizione delle arti marziali grazie all’esperta supervisione di Andy Cheng e del compianto Brad Allan, ex-stuntman di Jackie Chan, alla cui memoria é dedicato il film.

 

Sconosciuto al grande pubblico Simu Liu, al suo debutto come protagonista, dimostra di avere una certa presenza scenica che ben si presta al ruolo (merito anche di un suo passato come stuntman) oltre ad avere comunque il talento per poter crescere in futuro (le mie aspettative iniziali a riguardo in fondo erano ben più pessimistiche rispetto al risultato finale).

Al suo fianco Awkwafina, sempre più apprezzata a Hollywood, rappresenta invece la parte più leggera di una coppia, quella formata con il protagonista, che funziona egregiamente grazie alla chimica naturale che si é creata tra i due giovani interpreti.

 

Ma la vera Star del film è soprattutto Tony Leung, veterano non particolarmente noto al grande pubblico ma stella di prima grandezza del cinema orientale, capace di conferire profondità e gravità al suo antagonista, con motivazioni adeguatamente complesse e/o inusuali rispetto a un semplice megalomane in cerca soltanto del potere.

Altro nome di profilo é quello di Sir Ben Kingsley, tornato principalmente come spalla comica e per “ridefinire” alcuni degli elementi rimasti in sospeso da Iron Man 3, e  Michelle Yeoh, attrice cinese ma ormai ben nota anche al pubblico più mainstream.

Concludono poi il cast Meng’er Zhang, in un ruolo potenzialmente molto interessante per il futuro, Ronny Chieng, Fala Chen e Florian Munteanu.

 

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Shang -Chi mostra una formula certamente collaudatissima ma che trova il suo equilibrio tra azione ed emozione attraverso una macrostruttura diversa dal solito e rappresenta un buon inizio per la nuova Fase 4, rompe con la consueta familiarità con una storia classica ma dal fascino tradizionale immergendola in un caleidoscopio di colori e scene d’azione con un registro più marcatamente fantasy e regalando in questo modo un pizzico di originalità al solito panorama del MCU.

 

VOTO: 6

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