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Madres paralelas

Regia di Pedro Almodóvar vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Madres paralelas

di LAMPUR
4 stelle

locandina

Madres paralelas (2021): locandina

 

Almodovar  mette una marea di carne al fuoco stavolta, spaziando dall’intimo del divenire madre al dramma storico dei desaparecidos del regime franchista, senza - a mio avviso - rendere piena giustizia a nessuno dei temi affrontati. Janis e Ana, le due future mamme che si conoscono in ospedale partorendo praticamente in contemporanea le loro bimbe, rappresentano due facce incomplete e frammentate di donna: problematiche, tese, insicure.
La Janis impersonata da Penelope Cruz, è una  quarantenne, fotografa di successo, teoricamente alla sua ultima opportunità di diventare madre; l’occasionale padre ha un’altra vita e non si sente coinvolto. Ma a lei non importa, desidera fortemente questa maternità, e la sua bambina sembra infonderle splendide emozioni.
L’altra ragazza non sembra invece accettare di buon grado la maternità, frutto in pratica di stupro collettivo, come sapremo in seguito in maniera frettolosa e inadeguata; ha una famiglia benestante alle spalle che tuttavia ha altro da pensare che alla ragazza madre. Gli eventi ne incroceranno bizzarramente il destino tra sospetti, scelte discutibili, avventure lesbo, rinunce forzate.
Il tutto spolverato da questa sorta di memoria storica che spinge Ana alla ricerca del nonno, scomparso all’epoca di un regime dittatoriale che ha mietuto oltre centomila vittime innocenti, ancora sepolte in fosse comuni spesso mai localizzate. Come un voler cicatrizzare un passato che pesa su menti e cuori di tante famiglie coinvolte. Storia nobile che però si intreccia fin troppo labilmente sulla fiction melodrammatica che coinvolge le due “madri parallele”, alle prese con scelte spesso discutibili e irreali, frutto del voler costruire “storie binarie” e a costo di veder anche svilire il ruolo di madre.
C’è una scena nella quale Janis insegna a cucinare alla più giovane e inesperta Ana: “Hai mai sbucciato le patate?” “No”, le risponde la ragazza “Ecco guarda come si fa” e le mette in mano un pelapatate mentre lei taglia col coltellino. Ora ognuno di voi (tranne quelli che con la cucina stanno proprio a zero) capisce bene che tra un coltellino e un pelapatate c’è un abisso. Se ti insegno a pelare una patata col pelapatate, quando lo farai col coltello, minimo ti tagli un dito.
Forse questo l’errore di Almodovar.

Se voglio lanciare un messaggio serio di coscienza civile, ma te lo infarcisco di telenovela, a tanti sfuggirà la capacità di discernere, e rimarrà in mente che di una bambina non tua, alla fine, puoi disfartene senza problemi, anzi, ti aiuto anche a mettere le borse in ascensore.
Ma un avo in una fossa comune no, quello va cercato fino alla fine.  

  

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