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The Protégé

Regia di Martin Campbell vedi scheda film

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La recensione su The Protégé

di ilcausticocinefilo
3 stelle

 

Non se ne può più. Altro che “The Protégé”, qui per essere onesti siamo piuttosto dalla parti di “Le merde”. L’action à la merde a quanto sembra negli ultimi tempi va di moda, va forte, va alla stra-grandissima (e riesce puntualmente nonché magistralmente nel suo obiettivo: s’era quello di triturare les joyeuses testicules).

E’ probabilmente il caso di stilare seduta stante un’agile nonché (dis)agevole lista delle disagiate opere gentilmente offerteci di recente. Allora, abbiamo avuto il piacere di “gustarci” le bellezze di Nobody, John Wick 1-2-3-74, Anna (di Besson), Jolt, Gunpowder Milkshake, The Old Guard, Beckett, Army of the Dead, Kate ecc. ecc. Una lista che fa paura, eh? Una lista da brividi letterali. Fiuh, l’abbiamo scampata grossa, cos’avremmo fatto in loro mancanza, in mancanza di simili traguardi filmici? Di sicuro, il cinema oggi sarebbe più spento, stanco, vecchiotto. Il cinema avrebbe perso qualcosa.

 

 

 

Maggie Q, Samuel L. Jackson, Robert Patrick

The Protégé (2021): Maggie Q, Samuel L. Jackson, Robert Patrick

 

"Now, the plan is that there's no plan"  |  "This a fucked-up type of situation"...

 

 

 

Per fortuna – per fortuna – che una nutrita combriccola di registi, sceneggiatori e produttori alla ricerca della perfezione contabile non si sono lasciati abbattere dalle “avversità” e dalla alterne fortune e ci hanno fatto questo favore. Sia, nei secoli dei secoli, reso loro grazie per averci relegato un corpus di opere di sì elevata gradazione alcoli-- pardon “gradevolezza estetica”. Da gradire, dopotutto, c’è tanto, tantissimo.

Come non apprezzare un film qualeThe Protégé? Appunto, impossibile. E’ un film bellissimo, al di là del mero intrattenimento, costeggiante i lidi della pura, purissima, arte. Un film completamente ed orgogliosamente (forse perfino coraggiosamente) anodino e anonimo, privo del pur minimo barlume di pathos, convenientemente evirato, ovverosia epurato d’ogni pur vaga scintilla di sentimento ed emozione.

 

Un film travolgente quanto un’involontaria corrente d’aria anomala prodotta dalle per il resto suadenti natiche di *inserire modella a piacere*Insomma, un film ch’è poco più d’una scoreggia, di quelle molto molto graveolenti (ma, ehi, perlomeno l’ottundente e nauseabonda visione pare abbia avuto il benefico effetto di farmi ingoiare un bel dizionario… “bisogna sempre guardare--” va beh, avete capito…).

Jeez o Jesus, come direbbero gli anglosassoni, c’è davvero poco da dire: a questo nuovo giro di giostra ci troviamo dalle parti dell’obbrobrio tendente alla cretinatina indirizzo Steven Seagal. The Protégé si configura ben presto, molto banalmente nonché prevedibilmente, come un’ennesima conferma dello stato pietoso in cui versa il cinema d’azione, in particolar modo hollywoodiano.

 

 

 

Maggie Q, Michael Keaton

The Protégé (2021): Maggie Q, Michael Keaton

 

"Eddai, bavoso, che te si tropo vecio"

 

 

 

Al diavolo (quasi) tutto il resto – regia, recitazione, scrittura, fotografia… –, ormai lo sanno tutti in quel di California: è sufficiente piazzarci come protagonista una donna (o in generale un appartenente a una qualunque “categoria svantaggiata”) al posto di un (pungente) uomo WASP; costruirle attorno uno sputo di trama (perché è meglio non esagerare nella “discontinuità”); farle fare precisamente le stesse identiche cose che si sarebbe richiesto di fare all’uomo suddetto (ma con 40kg in meno di probabilità…); condire il tutto, infine, con qualche spruzzatina sexy e splatter (ma, di nuovo, senza esagerare che sennò le platee degli affetti da pruderie cronica incontrollabile potrebbero rivoltarsi), per portare a casa il risultato.

Postilla: è altresì preferibile i protagonisti siano sempre e irrimediabilmente degli spietati assassini, perché si sa che in questo modo l’immedesimazione e l’empatia del pubblico sono facilmente assicurate, nei limiti del puritanamente accettabile (ovvero del bollino verde, per tutti, PG-13 e compagnia bella).

 

Una vera pacchia, nevvero? Ispirata, evidentemente, al presupposto che quel che finirebbe per esser considerato senza dubbio idiota e improponibile con un Van Damme, uno Stallone, uno Schwarzenegger, improvvisamente possa diventare – forse per magia, chi lo sa – credibile e tollerabile con una peraltro minutissima Maggie Q.

Alla faccia della “novità” e del sedicente “femminismo” da botte da orbi, qui siamo dalle parti del più becero cretinismo, come risulterà ormai evidente. Altroché “nuove visioni”, “inclusione”, “prospettive inedite sul genere (o di genere?)”: qui si tratta d’una sagra e un’orgia (affatto estasiante) del già visto, stra-visto, stantio e rigurgitato, e che la protagonista sia una donna (per di più vietnamita, in ossequio alla banalità sopraddetta) non fa la minimissima differenza.

 

 

 

Samuel L. Jackson

The Protégé (2021): Samuel L. Jackson

 

 

Samuel L. Jackson: ovvero, la Costante, l'Uomo presente in ogni film prodotto negli ultimi 30 anni...

 

 

Confesso: certi abomini li guardo solo per (malata) curiosità circa ciò che passa per intrattenimento ultimamente, visto che risultano regolarmente tra i più visti su Netflix, Amazon o IdioticMovies.com. Do loro un'occhiata per tenermi aggiornato, in sintesi e – confesso ulteriormente – anche nell’ingenua speranza di trovarne infine uno – uno! – di qualità. Finora sono rimasto metaforicamente appiedato, al riguardo. Rimango “fermo” come minimo al 2015.

Perché – se per queste schifezze fortunatamente relegate sulle piattaforme streaming – ovviamente non caccerei mai gli 8 euro di biglietto del cinema, non mi sono ancora pentito invece di averlo fatto per vedere Mad Max: Fury Road. Così, tanto per capirsi, eh. Mi rendo conto il confronto risulti impietoso. Che volete farci: George Miller avrebbe giusto qualcosina da insegnare a certi sedicenti registi di film d’azione di oggi (e anche di ieri, dovrei dire, vero Campbell?...).

 

In conclusione, The Protégé, insieme a una vagonata di altre “opere”, si merita unicamente di finire dimenticato nei meandri del catalogo di Amazon Prime. Essendo privo di guizzi, trovate, sorprese, nonché “amorevolmente impacchettato”con dialoghi pietosi, una sceneggiatura indegna, personaggi ridicoli e una parentesi si vorrebbe sensuale sulla quale è meglio, al pari che su tutto il resto, stendere semplicemente un velo pietoso. Sacre bleu!

 

 

 

Maggie Q

The Protégé (2021): Maggie Q

 

Quando la genialità delle battute ti lascia proprio di stucco...

 

 

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