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Spider-Man: No Way Home

Regia di Jon Watts vedi scheda film

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La recensione su Spider-Man: No Way Home

di Andreotti_Ciro
7 stelle

Di ritorno dal suo viaggio in Europa e dalla conclusione dello scontro con Mysterio l’identità di Peter Parker è stata svelata in diretta televisiva da J. Jonah Jameson e ora tutti sanno che dietro al diciassettenne Peter si nasconde spiderman. Per evitare che la gente continui a riconoscerlo Parker pensa di rivolgersi a Stven Strange il quale gli propone di cancellare la memoria collettiva.

 

Il multiverso s’espande anche all’interno del mondo, in carne e ossa, dell’Arrampicamuri e non solo in quello dei lungometraggi animati a iniziare da ‘Spider-Man - Un nuovo universo’, film d’animazione del 2018 che ha avuto la capacità d’introdurre anche al cinema il concetto della coesistenza di numerosi universi con altrettanti Spiderman, afflitti dai medesimi problemi di difesa d’identità e giustizia. Nella terza pellicola dedicata al ragno del Queens, diretta dal quarantunenne Jon Watts a farla da padrone sono sia i predecessori di Tom Holland, nel ruolo di Spiderman, sia i suoi nemici storici. Fra questi ultimi da citare la presenza ieratica di Willem Dafoe con tanto di sdoppiamento della personalità e come sempre nel ruolo del Green Goblin, già incontrato nella prima pellicola dell’arrampicamuri. Non da meno anche gli altri villain con una menzione ulteriore per Alfred Molina che torna ad agitare pericolosamente i tentacoli di Doc Ock. A questi si aggiunge il ritorno in calzamaglia sia di Tobey Maguire sia di Andrew Garfield, spacciati per appartenenti ad altri universi e solo per errore entrati in contatto con la versione attuale di Peter Parker.

 

La trama scritta a quattro mani e come da inizio nuova trilogia, dal duo McKenna, Sommers, va a completare la parabola narrativa degli anni liceali di Parker e compagnia con una possibile ammissione al MIT forse da rimandare per sopraggiunti problemi di ordine pubblico. Trama nettamente più semplice rispetto ad altri prodotti dell’MCU che spesso si vanno ad intrecciare con numerosi sotto filoni e narrazioni parallele. Al momento non si sa se Holland vestirà nuovamente la tuta progettatagli da Tony Stark ma di certo c’è che chi è appassionato di fumetti declinati sotto forma di cinecomics in tal caso troverà come sempre pane per alimentare i denti della propria fantasia.

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