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Zack Snyder's Justice League

Regia di Zack Snyder vedi scheda film

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La recensione su Zack Snyder's Justice League

di ilcausticocinefilo
3 stelle

 

Zack Snyder’s Exhausted League.

Alla fine i problemi rimangono sempre i medesimi. Da un lato una sorta d’irrefrenabile spinta masochistica da parte dello spettatore che s’ostina pervicace a guardare simili film nell’illusione di riuscire a “divertirsi”, dall’altro la megalomania d’un personaggio come Zack Snyder (nonostante tutto prontamente supportato da un nutrito fanbase di fanatici feticisti con la puzza sotto il naso disposti a firmare petizioni e agitare indomiti striscioni, lanciare sguaiati scongiuri e invocare miracolosi “interventi dall’alto” pur di vedere il “director’s cut” d’un innocuo e cretinotto prodotto di fabbricazione industriale la cui unica funzione è quella di veicolo per rimpolpare il portafogli dei produttori).

 

Probabile a rimanere nel ricordo più che il film in sé (orripilante nonché smaccatamente trash) saranno piuttosto tutta la grancassa e l’attesa ingeneratesi intorno alla sua realizzazione e distribuzione. Perché per il resto questa “versione alla Zack” (che magari dovrebbe imparare a fare più “zack zack zack” in sede di montaggio…) conferma in pieno lo stato pietoso in cui versa non solo il cinema supereroico a “firma DC” ma in generale il cinema d’intrattenimento hollywoodiano. ZSJL non è difatti molto superiore ad un WW84 qualsiasi (e via di acronimi…), ma in aggiunta ha l’aggravante di durare uno sproposito.

 

 

Gal Gadot, Jason Momoa

Zack Snyder's Justice League (2021): Gal Gadot, Jason Momoa

 

 

Sorge all’istante l’impressione (neppure troppo velata) che il problema del film del 2017 non fosse tanto il citatissimo scompenso tra la componente dark e seriosa e quella scanzonata, tra l’approccio alla Snyder e quello alla Whedon, quanto piuttosto l’intera architettura narrativa qui in buona parte mantenuta che si regge e si reggeva – per così dire – su di una sceneggiatura consistente come la cartapesta che ingenera un accumulo di idiozie a ripetizione talmente disarmanti che spesso e volentieri, durante la visione, ci si ritrova a distogliere d’istinto lo sguardo come in segno di colpevole vergogna per l’imbarazzante assurdità di questa o quella nuova trovata.

E di momenti involontariamente ridicoli ce ne sono sin troppi. Non a caso, il film più che apparire “fatto e finito” si presenta al contrario quasi come un rough cut “imbellettato” a cui sono stati completati gli effetti speciali.

La millantata “visione” (i paroloni…) del regista si riduce alla foga ipertrofica del voler inserire ad ogni costo praticamente ogni singola quisquilia abbia filmato; il che da’ origine non solo ad infinite più occasioni di involontaria ilarità (attestata la sua congenita allergia alla ben che minima oncia d’autoironia) ma soprattutto ad un’ossessiva alternanza di sequenze talvolta sostanzialmente inutili (è il caso, per citarne un paio, della sequenza dell’attacco terroristico e del salvataggio a “velocità luce”) quando non addirittura gravate da quelle che paiono (udite udite) pretese autoriali (vedasi la scena del canto nel villaggio sperduto). Pretese autoriali che si palesano peraltro nella scelta stessa di usare il formato 4:3 e la pellicola 35mm.

 

 

scena

Zack Snyder's Justice League (2021): scena

 

 

Ma comunque andiamo avanti: l’appena menzionata scena dell’attacco offre inoltre fin da subito una prova schiacciante dell’infima qualità delle battute che gli attori si ritrovano costretti a recitare (ad una certa si sente – testuali parole – un “Abbasso il mondo moderno. Largo ai secoli bui” uscire dalla bocca del capo dell’autoproclamatasi banda di “terroristi reazionari” [già, si definiscono così, e a voce alta]), a causa di una sceneggiatura cretina che sente pure la spasmodica necessità di spiegare a parole ogni minuzia neppure si trattasse di svelare il più sensazionale ed inenarrabile dei misteri dell’universo (della serie: “la domanda fondamentale”…). E non, come di fatto è, dell’ennesima emerita bambinata vicina all’auto-parodia (ovviamente, ancora una volta, del tutto involontaria) che sembra però aver l’arroganza di considerarsi una storia compiuta e degna di questo nome.

 

Così, tra dialoghi agghiaccianti, “Scatole Magiche Intergalattiche”, Darkseid (Darkside) esponenti insospettabili del Lato Oscuro, “Lupi delle steppe in tutina tecnologica argentata” che si lanciano in continue chiamate di servizio col vice manager della corporation multi-universale dei distruttori di mondi, temibilissimi “parademoni” che paiono vespe giganti sotto gli influssi dell’acido e via discorrendo, nonostante la cupezza ricercata allo stremo, scoppiare in due risate liberatore diventa inevitabile.

Ad affossare definitivamente il tutto interviene la seriosità micidiale con la quale queste ed altre sciocchezzuole vengono trattate, che raggiunge il culmine nelle pesanti e insulse suggestioni para-religiose via via sempre più invadenti.

 

 

scena

Zack Snyder's Justice League (2021): scena

Steppan l'Ariete...

 

 

Certe “svolte” narrative sono poi completamente campate per aria o tirate via (tanto che si comincia seriamente a dubitare sia proprio l’intero film ad esserlo, campato per aria e tirato via… mumble mumble…).

SPOILER: Vedi, ad esempio, le scene della seconda parte con protagonista Superman: dopo che si è perso un sacco di tempo dietro a parentesi inutili e sfiancanti qui la questione viene invece risolta in una frazione di secondo, il prode rinsavisce più in fretta di Lapo Elkann dopo una notte di sniffatine – grazie ad una breve visitina alla vecchia fattoria ia-ia-o – e dunque se ne va via verso il vento, fresco come una rosa… Avanti così! FINE SPOILER.

 

Dal punto di vista tecnico, per giunta, la fotografia buia e desaturata rende le scene d’azione spesso e volentieri confusionarie e difficili da seguire (ma ciò si deve anche probabilmente al montaggio “impazzito” [per effetto del quale, ad es., talvolta si può vistosamente notare come un movimento concluso venga ripetuto nello stacco successivo; così, giusto per aggiungere altro scompiglio]), la colonna sonora alterna il fastidioso all’atroce (come testimonia platealmente la menzionata sequenza del salvataggio ad opera di Flash, che mischia appunto canzonetta svenevole e... salsicciotti volanti [i messaggi subliminali, eh?]), la computer graphic in certi frangenti risulta troppo artefatta e stridente con la “componente umana”.

Infine, meglio evitare d’accanirsi sugli attori: svogliati quando va bene, inespressivi come un tronco di pino quando va male (Cavill, Affleck e Gadot sono chiaramente da porre a questo proposito “meritoriamente” sul podio).

 

 

Kiersey Clemons, Ezra Miller

Zack Snyder's Justice League (2021): Kiersey Clemons, Ezra Miller

 

 

Insomma, risulterà evidente, inutile continuare a girarci intorno: siamo qui in presenza del classico, oramai “ben codificato”, modello Snyder. Il quale consta, in estrema sintesi, di: abuso di ralenti piazzati lì a bella posta come a dire “ma guardate quanto so’ bravo e so’ figo”; perenni scivoloni para-splatter che forse nella sua concezione servono a darsi un tono; sbandate incontrollate nell’abnorme utilizzo della CGI; incrollabile e aprioristica predilezione per la cupezza (esasperante specialmente in considerazione della suprema banalità e goffaggine dell’insieme); tendenza al gigantismo fracassone del tutto fine a se stesso; totale assenza di trame e soprattutto sceneggiature che abbia senso definire tali.

In questo particolare caso, inoltre, da notare sono anche l’acritica e furbetta predisposizione al fan service di bassa lega e il massimo della presa in giro d’un interminabile epilogo che non conlude un bel niente ed è anzi dedicato ad una serie di chiamiamole “sneak previews” di film a venire che però quasi sicuramente non verranno mai realizzati e che, ciononostante, già paiono infinitamente più interessanti di tutto questo interminabile polpettone di oltre 4 ore. Della serie: “l’ironia della sorte”.

 

Si spera quantomeno quest’ultima boutade serva a porre finalmente la pietra tombale sul grande universo DC immaginato da Snyder, in vista d’una futura ripartenza dedicata innanzitutto ad un’attenta analisi degli errori madornali compiuti dai tempi de L’uomo d’acciaio, in modo tale da, possibilmente, non ripeterli. Ciò sarà possibile farlo, va da sé, solo evitando accuratamente di dar ancora una volta retta ai maniaci di turno i quali – dopo essersi ringalluzziti oltre ogni dire per il fatto stesso d'aver ottenuto la distribuzione della “loro” cara director’s cut – adesso stanno riprendendo puntualmente e daccapo a starnazzare e cianciare, impazienti e imperiosi, della necessità di riportare in auge lo “Snyderverse”. Che Superman ce ne scampi!

 

 

Ben Affleck

Zack Snyder's Justice League (2021): Ben Affleck

"What the fuck did I just watch?" -- mood

 

 

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