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Il gioco del destino e della fantasia

Regia di Ryûsuke Hamaguchi vedi scheda film

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La recensione su Il gioco del destino e della fantasia

di port cros
7 stelle

Tre episodi di storie sentimentali, nel senso ampio del termine, ove le aspettative sono scompaginate dal gioco imprevedibile del caso e dell'equivoco in un film raccolto, minimalista ed incentrato sul parlato, costituito quasi integralmente da scene di dialoghi tra due personaggi, un po' nello stile rohmeriano. Voto: 6,75 su 10.

 

Fusako Urabe, Aoba Kawai

Il gioco del destino e della fantasia (2021): Fusako Urabe, Aoba Kawai

 

Tre episodi di storie sentimentali, nel senso ampio del termine, ove le aspettative sono scompaginate dal gioco imprevedibile del caso e dell'equivoco, compongono il film scritto e diretto dal regista giapponese Ryûsuke Hamaguchi, già premiato alla Berlinale ed ora uscito nelle sale anche grazie al successo riscontrato dall'opera successiva Drive My Car al Festival di Cannes 2021.

 

Nel primo capitolo Magia (o qualcosa di meno rassicurante) una ragazza scopre che la nuova fiamma della sua migliore amica è il suo ex. Nel secondo Porta spalancata una donna coinvolta in un piano vendicativo per rovinare la reputazione di un docente scrittore subisce il fascino erotico della sua mente. Nel terzo Ancora una volta un incontro fortuito tra ex compagne di scuola si rivela un malinteso scambio di persona, che tuttavia apre la strada ad una condivisone profonda di reciproca intimità.

 

Se entrambe le pellicole rivelano la spiccata capacità dell'autore di scavare con acume nell'intimità, a differenza del più visivo, complesso e strutturato Drive My Car questo precedente è un film più raccolto, minimalista ed incentrato sul parlato, costituito quasi integralmente da scene di dialoghi tra due personaggi, un po' nello stile rohmeriano, ma filtrato attraverso una lente culturale pienamente nipponica.

Pertanto più che nella messinscena, semplice ed essenziale, l'autore Ryûsuke Hamaguchi si distingue qui nella scrittura: se il primo episodio è ben fatto ma tutto sommato ordinario, il secondo e il terzo sono davvero ben scritti. La sceneggiatura di Porta spalancata ben conduce il fine gioco di erotismo intellettuale della parola scritta ed orale che fa saltare la trappola precostituita. E nel conclusivo Ancora una volta, il mio preferito dei tre, la riflessione sul valore della memoria (che a volte ci tradisce) e del rimpianto per le occasioni non colte è commovente e profonda.

 

Voto: 6,75 su 10.

 

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