Espandi menu
cerca

Trama

Lorenzo, 17 anni, è uno dei giovani istruttori del corso di vela del rinomato centro velico, dove si svolgeranno le regate regionali. Fra gli allievi c’è anche Sara, 16 anni: sin da subito i due ragazzi si scambiano degli sguardi e qualche battuta. Giorno dopo giorno, i due non smettono di guardarsi: per ciascuno è il primo amore, quello che ti prende alla testa e non ti permette di ragionare. Ma il corso finisce. I due si ritrovano a Palermo, ma inspiegabilmente Sara diventa sfuggente. Risponde raramente ai messaggi. Eppure Lorenzo è sicuro di non sbagliarsi, e va a casa di lei. Gli apre il padre di Sara che gli confessa che la figlia è malata, ha una distrofia degenerativa. Il decorso della malattia è di solito rapido, il corso di vela è stato il suo desiderio per provare a sentirsi una ragazza come le altre. Lo choc è enorme, ma Lorenzo ama Sara, la vuole vedere felice e ha un’idea folle e romantica: iscriverla alla regata regionale, per gareggiare insieme e vivere un’esperienza indimenticabile.

Curiosità

LA PAROLA AL REGISTA

"Una storia d'amore giovanile viene travolta dalla notizia della malattia di uno dei due protagonisti. Sulla stessa onda è senza dubbio un film di genere. Ma se un film di genere racconta, ovviamente, tematiche comuni al genere di appartenenza, le scelte stilistiche al suo interno possono divergere e allontanare enormemente una storia dall'altra. Un film di genere può diventare "unico" e personale.

Durante la scrittura di questo film ho stampato e attaccato al muro due fotografie: una di Luigi Ghirri e una di Massimo Vitali. Nella foto di Ghirri, come quasi sempre, non c'è nessuno: solo una passerella posata sulla sabbia che taglia in due l'inquadratura e va dritta verso l'acqua; in quella di Vitali, una moltitudine di persone sono assiepate, una sopra l'altra, in riva al mare. Le due foto sono state la mia nota visiva per non abbandonare mai la voglia di raccontare una storia dove due solitudini, dopo essersi incontrate, cercano di allontanarsi dalla folla che li circonda alla ricerca dell'intimità necessaria per vivere pienamente il loro amore.

Quali erano quindi la distanza e la prospettiva da utilizzare per raccontare visivamente queste emozioni? Con il direttore della fotografia, Michele Paradisi, abbiamo cercato di catturare l'atmosfera dentro la quale far muovere i nostri personaggi effettuando le scelte stilistiche che più ci permettessero di supportare la storia. La luce che riflette sulla sabbia, sul mare, sulle maioliche dei pavimenti delle case, che rimbalza per terra per poi tornare su ad illuminare i volti dal basso. Le linee verticali, orizzontali e oblique che tagliano spesso il fotogramma. I totali, a volte dei campi lunghissimi, che si aprono a fine scena posizionando i personaggi all'interno di un contesto più vasto, come a voler "ricollocare" le problematiche dei nostri protagonisti. Infine, l'apporto della Sicilia che con le sue spiagge, i suoi monti, i suoi palazzi malridotti, porta la storia in una dimensione quasi atemporale. L'aspetto décalé di tutto quello che troviamo su quest'isola aiuta, a mio giudizio, ad assottigliare eventuali barriere generazionali e dona al film un sapore nostalgico per un pubblico anche più maturo.

I protagonisti del film si ritrovano ad affrontare la loro prima storia sentimentale e allo stesso tempo una malattia spaventosa: la distrofia muscolare. Prendendo la malattia in una fase non ancora acuta, avevo la possibilità di concentrare le mie attenzioni sulle ricadute psicologiche più che sui problemi fisici. Avevo più spazio per raccontare relazione fra i due ragazzi.

Esiste qualcosa emozionalmente più forte dell'amore?

L’emotività del film doveva venire dalla risposta a questa domanda.

In questo contesto, era importante che i due attori avessero realmente l'età dei protagonisti in modo che l'ingenuità e la purezza di un primo amore fossero credibili. Ma una volta scelti, Elvira e Christian, durante la preparazione del film, recitano senza riuscire ad entrare nei personaggi. La situazione non migliora con l'avvicinarsi delle riprese. Tanto che l'organizzatore mi consiglia, per la prima settimana, di girare con due macchine per avere più ciak possibili. A tre giorni dall'inizio del film, lascio i ragazzi da soli nella sala prove. Quando torno, li trovo contentissimi, commossi.

Dal bar accanto, hanno passato un pezzo che li ha totalmente sbloccati. In mia assenza hanno provato una scena che, secondo loro, è venuta benissimo. Li guardo dubbioso, la rifanno, sorrido contento. Quel pezzo, Promise di Ben Howard, è stato sempre ascoltato sul set prima delle scene emotive ed oggi è diventato il brano di punta della nostra colonna sonora".

Commenti (1) vedi tutti

  • Film di impianto televisivo per cromaticità e sceneggiatura corredato dalle consuete canzonette in inglese ma recitato quantomeno in buon italiano. Comunque non disprezzabile ed i due giovani protagonisti se la cavano piuttosto bene, in particolare la Cimarrone mostra una certa naturalezza nella recitazione che potrà esserle utile in futuro.

    commento di bombo1
Scrivi un tuo commento breve su questo film

Scrivi un commento breve (max 350 battute)

Attenzione se vuoi puoi scrivere una recensione vera e propria.

Vedi anche
2021
2021
locandina
Foto
I nostri top user
Scopri chi sono i top user

Sono persone come te:
appassionati di cinema che hanno deciso di mettere la loro passione al servizio di tutti.

Scopri chi sono i top user
Come si diventa un top user

I top user sono scelti tra i membri della community sulla base della qualità e della frequenza dei loro contributi: recensioni, notizie, liste.

Scopri come contribuire
Posso diventare un top user?

Certo! Basta che tu ti registri a FilmTv.it e che inizi a condividere la tua passione e il tuo sapere. Raccontaci il cinema che ami!

Registrati e inizia subito