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Censor

Regia di Prano Bailey-Bond vedi scheda film

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La recensione su Censor

di undying
4 stelle

Un'altra opera d'esordio al femminile, che risalta per una fotografia unica ed affascinante mentre perde punti per la scelta di non affrontare il genere con convinzione. Un'occasione sprecata, anche se Censor è stato apprezzato ai vari festival del settore.

 

locandina

Censor (2021): locandina

 

1985, Gran Bretagna. Enid (Niamh Algar) lavora per la censura e si occupa di visionare VHS con contenuto violento, destinate ad essere bandite dal circuito commerciale. In parte si sente responsabile per aver concesso il nulla osta a un film (Deranged, 1974) che sembra avere ispirato un atroce crimine. Da quel momento ha intrapreso il suo lavoro come una missione, convinta così di aiutare il pubblico privandolo di visionare scene di sangue, considerate amorali e devianti soprattutto per i giovani. Un giorno, mentre analizza la VHS di "Don't go in the church", la scena di una bambina nel film le ricorda la scomparsa della sorella (mai più ritrovata), avvenuta nell'infanzia. Enid si mette quindi sulle tracce del regista Frederick North (Adrian Schiller). Nell'indagine, tra realtà e allucinazione, Enid arriva a convincersi che la sorella possa essere ancora viva.

 

Niamh Algar

Censor (2021): Niamh Algar

 

Prano Bailey-Bond sviluppa l'idea già trattata nel suo precedente cortometraggio Nasty (2015), debuttando ufficialmente dietro la macchina da presa con un cast in prevalenza irlandese a cominciare dalla bravissima protagonista Niamh Algar (già intravista nel mediocre From the dark). Se da un lato è con piacere che si assiste all'ennesimo esordio di una donna in regia, dall'altro Censor non soddisfa lo spettatore a cui il prodotto dovrebbe essere destinato, essendo di fatto del tutto privo di elementi caratteristici del genere. Il soggetto rimanda al periodo della censura britannica, che si accaniva in particolare sulle videocasette horror (cifr. la recensione su VHS nasty), ma lo sviluppo è del tutto piatto e privo di colpi di scena, facendo del film un dramma con una protagonista potenzialmente interessante, il cui carattere è però sviluppato sullo schermo senza un adeguato approfondimento. La causa principale è da attribuire a una sceneggiatura (scritta dalla Bailey-Bond assieme ad Anthony Fletcher) che opta per una narrazione incerta, senza mai prendere posizione (pro o contro l'attitudine oscurantista della censura?) e tantomeno affondare con coraggio nel genere.

 

Niamh Algar

Censor (2021): Niamh Algar

 

Non sono infatti quei dieci minuti finali, con un paio di scene gore molto mal realizzate, a rendere più scorrevole e interessante Censor. Film in grado quindi di deludere chi si attende un horror, al quale è consigliato piuttosto il recupero del meno artistico Evil Ed (Anders Jacobsson, 1995) - non a caso circolato in patria come Censor! -  film modesto, dalla tematica simile (un montatore deve occuparsi di tagliare da alcune pellicole le scene splatter), ma perlomeno grottescamente efficace. L'opera prima di Prano Bailey-Bond ha comunque un paio di frecce al suo arco che la rendono perlomeno attraente per un pubblico più generico: la bella e rara (quasi unica) fotografia con tonalità azzurro/rosa abbinata a un'ottima cinematografia a cura di Annika Summerson e le suggestive scenografie di Paulina Rzeszowska (già all'opera altrettanto bene sul set di Santa Maud), con recupero di manufatti d'epoca (telefoni, computer e oggettistica varia). Nel complesso però, questo Censor resta un lungometraggio deludente, poco spettacolare e piuttosto supponente. Prano Bailey-Bond sembra aver scelto di girare un horror per criticare il genere. Non si vuole sporcare le mani con gli effetti splatter che reputa evidentemente inadatti per esprimersi al meglio artisticamente. Peccato. Un'occasione sprecata di dimostrare il suo talento, che resta così soffocato in un film "d'autore" del tutto innocuo e privo di ritmo.

 

Niamh Algar

Censor (2021): Niamh Algar

 

"Quando Goethe ha scritto I dolori del giovane Werther, duemila giovani si sono suicidati, e c’è stato qualcuno che ha detto: 'Perché doveva scriverlo? Non si devono scrivere certe cose'. La censura interviene proprio in conseguenza di considerazioni di questo tipo. Ma, seguendo lo stesso ragionamento, dovremmo anche bruciare la Bibbia, perché ha provocato più morti della bomba atomica. O tutti i testi buddhisti, perché c’è chi si dà fuoco come un bonzo. In ogni cosa c’è un pericolo, sempre. Però, il fatto che esista questo pericolo non deve impedire che le cose seguano il loro corso." (Alejandro Jodorowsky)

 

Trailer 

 

F.P. 13/06/2021 - Versione visionata in lingua inglese / Date del rilascio: USA, 11/06/2021; Russia, 22/07/2021; Germania, 29/07/2021; UK e Irlanda, 20/08/2021

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