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Palmer

Regia di Fisher Stevens vedi scheda film

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alan smithee

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La recensione su Palmer

di alan smithee
6 stelle

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Il sogno di gloria apparentemente tracciato in un sentiero solido per la promessa sportiva chiamata Eddie palmer, promessa del football un quindicennio prima, è prematuramente tramontato con l'arresto del giovane, accusato e giudicato colpevole di spaccio di stupefacenti.

Scontata la pena, il trentacinquenne si trasferisce a vivere dalla nonna, tentando di ricominciare una vita onesta tra anonimato e la possibilità di reintegrarsi in società.

Ma i pettegolezzi e la malignità tipici del borgo piccolo e sempre proteso a guardare alle apparenze, finisce per scontrarsi con i buoni propositi del giovane, che fatica a reintegrarsi.

La presenza, in casa della nonna, di un ragazzino un po' effeminato, oggetto di frequenti violenti atti di intransigenza ed intolleranza da parte di coetanei e persino persone più mature, abbandonato dalla madre su ex fiamma, finirà per creare un legame tra i due che diventerà inossidabile, più forte delle malignità che la gente oserà creare attorno a quella strana famiglia che si è venuta a creare nella casa della anziana nonna ospitante.

E' un film sul riscatto e sull'importanza di una seconda opportunità, quello diretto con garbo ed efficacia dal regista ed attore Fisher Stevens, che ha la lungimiranza di trovare in Justin Timberlake un protagonista maturo ed ispirato, maturo nel saper rendere credibile senza smancerie una figura di soccombente designato, impegnato a crearsi con orgoglio e sensibilità un percorso di riscatto, nobilitante e salvifico.

La sceneggiatura si focalizza sul rapporto insolito di repulsa/attrazione che inizialmente pervade, alternativamente, i due apparentemente inconciliabili individui (l'uomo in corso di riabilitazione ed il fanciullo deriso e bullizzato perché gioca con le bambole e ama vestirsi da fatina), per nobilitarne un percorso di crescita di consapevolezza che renderà entrambi più forti e maturi, in grado ognuno di gestire finalmente al meglio la reciproca posizione scomoda e controcorrente che, per differenti motivi, li caratterizza.

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