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Canone inverso. Making Love

Regia di Ricky Tognazzi vedi scheda film

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La recensione su Canone inverso. Making Love

di mm40
4 stelle

Tognazzi, dopo una serie di dignitosi lavori basati sulla cronaca e ispirati al 'cinema civile' (Ultrà, La scorta, Vite strozzate, I giudici), vira decisamente al racconto di pura fiction con questo Canone inverso, titolo intrigante (è una composizione musicale, semplificando, che può essere suonata anche a ritroso, a partire dalla fine), ma sottotitolo insulso: Making love, probabilmente necessario per il lancio internazionale della pellicola. Così come fa pensare a una produzione in grande stile appositamente improntata al mercato estero la presenza nel cast di nomi quali lo scozzese Hans Matheson, della francese Melanie Thierry (già vista ne La leggenda del pianista sull'oceano di Tornatore, 1998), dell'inglese Peter Vaughan (anch'egli ne La leggenda del pianista sull'oceano, ma in precedenza anche - fra gli altri - con Gilliam e Peckinpah) e dell'irlandese Gabriel Byrne (già con Jarmush e con il Singer de I soliti sospetti). Accanto a loro, comunque, non mancano nomi italiani di un certo richiamo come quelli del regista stesso, di Ennio Morricone che si occupa della colonna sonora (ottenendo Nastro d'argento e David di Donatello) e si segnalano anche le presenze di due discutibili caratteristi quali Andy Luotto (che comunque non sfigura) e Adriano Pappalardo (che come attore non è neppure qualificabile). Scritto come di consueto per Tognazzi in team con la moglie (Simona Izzo) e con Graziano Diana, Canone inverso è tratto da un romanzo del semisconosciuto Paolo Maurensig, agente di commercio che a cinquant'anni si converte alla letteratura e lascia grande sconforto dietro di sè nel mondo degli agenti di commercio, profondamente rammaricati per la perdita. La trama vorrebbe ripercorrere alcuni fatti salienti del ventesimo secolo, dagli anni '30 alla conclusione, attraverso le vicissitudini di un ragazzo (e poi uomo) che per tutta la vita avrà accanto tre presenze: l'amore (Sophie), l'amicizia (David) e la musica. Già da questo breve sunto si può intuire la noia che una simile storia automaticamente genera; in più si aggiungano il ritmo blando della narrazione e la scelta di spezzettare e mischiare i frammenti temporali della storia (anni '30, anni '60, anni '90) e la frittata è fatta. 4,5/10.

Sulla trama

La storia di Jeno, violinista cecoslovacco figlio di un macellaio, che scorre attraverso il ventesimo secolo (dal nazismo alla primavera di Praga), innamorato della pianista Sophie, da cui avrà una figlia.

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