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La scuola cattolica

Regia di Stefano Mordini vedi scheda film

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La recensione su La scuola cattolica

di alan smithee
2 stelle

locandina

La scuola cattolica (2021): locandina

FESTIVAL DI VENEZIA 78 - FUORI CONCORSO L'efferato omicidio con tortura avvenuto a metà anni '70 presso una villa del Circeo, ad opera di tre scellerati ed annoiati "figli di papà" appartenenti a eminenti famiglie dell'alta borghesia romana, viene esaminato partendo dal contesto economico e culturale che si ritiene parte integrante della deriva morale e mentale che ne ha prodotto il devastante risultato.

Tentando di volerne prendere in considerazione le responsabilità indirette ma focali di contesto storico/culturale deviato da inedia e voglia di esperienze forti. E, sulla base del noto libro omonimo di Edoardo Albinati, il regista Stefano Mordimi fa iniziare la sua storia a partire proprio dal contesto scolastico che accoglie gli autori del crimine.

scena

La scuola cattolica (2021): scena

Francesco Cavallo, Luca Vergoni, Giulio Pranno

La scuola cattolica (2021): Francesco Cavallo, Luca Vergoni, Giulio Pranno

Jasmine Trinca, Guido Quaglione

La scuola cattolica (2021): Jasmine Trinca, Guido Quaglione

Un istituto rigorosamente privato e retto e disciplinato da (in)flessibili principi cattolici, addomesticati dai fondi elargiti dai genitori abbienti di cotanti scolari. La storia parte da distante, al punto da presentarci inizialmente un numero di personaggi davvero esteso che va ben tre la singola vicenda, verso cui poi il film finisce per concentrarsi, tralasciando senza molto criterio tutto il resto.

Ma non è questo il vero problema di questo film mediocre e deludente. Un prodotto che condensa in sé, spiace affermarlo, ma risulta inevitabile, il peggio di uno stile televisivo piatto e vuoto sia dal punto di vista delle scelte di regia, sia tanto più dal punto di vista della struttura narrativa, debole e scontata, inzuppata di asfissianti luoghi comuni e banalizzazioni schematiche che affossano quasi tutti i personaggi coinvolti.

Non aiutano gli apporti di un cast che alterna nuove leve a noti professionisti, qui tutti al peggio delle rispettive possibilità, incapaci di evitare di essere risucchiati dalla banalità dilagante che affligge tutto il contesto.

Pregiudica infine ogni parvenza di salvezza l'utilizzo di una serie di flashback ordinati vorticosamente e scanditi con delirio prima in giorni, poi in ore, poi nuovamente in giorni, con un intento a dir poco masochista.

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