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American Beauty

Regia di Sam Mendes vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su American Beauty

di maurri 63
4 stelle

L'onesto teatrante britannico Sam Mendes conobbe un dì del 1998 Steven Spielberg. Ora, si sa che il principe di tutti i registi (come lo si voglia mettere o no, detiene tutti i record...ma non entra mai nelle nostre play!) è incline al compassionevole e ad aiutare il prossimo (vedasi Paranormal Activity...), quindi possiamo immaginare che l'amico inglese ne riuscì abilmente a carpire la stima. Questi gli presentò Conrad L. Hall, e insieme i due ci diedero prima questo finto sogno americano e poi si ricordarono di chi Era mio padre...Poi, Conrad defunse. E Sam, privo di ispirazione, aspettò diversi anni per fare un film bruttissimo, Jarhead, per poi supplicare la moglie Kate Winslet di partecipare con il mitico Leonardo Di Capri(o) al colossale flop Revolutionary road (a proposito, ma che trama ha? Ahhh, sì. Una storia senza soggetto..tant'è). Resasi conto che Sam era un pallone gonfiato, Kate divorziò, aggiungendosi alla lista delle donne (Cameron Diaz in testa) che parlano (giustamente) male di Mendes. Però, la fortuna aiuta gli audaci: con soli cinque film, il nostro amico è Cavaliere dell'ordine britannico!
Il Film? Si, se no poi dopo mi chiedono perchè ne scrivo un'opinione. C'è un padre di 42 anni in crisi (ma no, sai che novità?), che vuole lasciare il lavoro insoddisfacente (ma davvero? Peccato, il sogno del 90 per cento della popolazione mondiale), che si masturba sotto la doccia (una giusta soddisfazione: lo fanno tutti gli uomini maschi...), che, come il 95 % degli ultraquarantenni è indotto a cattivi pensieri, soprattutto guardando l'amica minorenne della figlia. Sì: la figlia è una schizzata, con un ragazzo che fuma l'erba (ma dài, pensa te se fumava la cicoria), la signora Annette Bening che invece, da moglie che gli si rifiuta (come fanno, in un momento di crisi, il 90 per cento delle donne della sua età nella condizione di dubbio sul significato del proprio matrimonio) non si rifiuta al suo manager (la signora aspira ad una nobile carriera di agente immobiliare). Ma, quando sta tutto per crollare, Sam Mendes decide di far morire il quarantaduenne (si chiama Lester, ed è interpretato da Kevin Spacey...), perchè un colonnello americano in pensione (omosessuale ma non dichiarato) padre del giovane che gli porta "la roba",  decide di provare a..baciarlo! Pentito, poi, commette un certo gesto di...riconciliazione con la vita. Una soap opera, direte voi. No, un film con tanto di Oscar (5).
La Ripresa Filmica
Essendo un esoridente e per di più un teatrante, il nostro amico non muove mai la macchina da presa: essa resta fissa, aspettando che gli attori si esprimano. In tal modo, Spacey gigioneggia e gli altri belano (e noi con pazienza sopportiamo). La Bening, però, strilla. Aggiungo che, da vera signora, costei pretese altissimo compenso e una sacrosanta controfigura nell'unica scena in cui fa (intavvedere) le gambe a letto con il fascinoso Peter Gallagher (attore, lui sì, da soap opera).
La sceneggiatura
Il lavoro non procede a salti, ma si dilata in senso tradizionale, eccezion fatta per l'inizio che in Off anticipa la fine.
Alan Ball è un ottimo scrittore (Six Feet Under, True Blood), ma la caratterizzazione di alcuni personaggi a componente biografica (il transfert che opera sul colonnello lo riguarda da vicino: da gay prestò servizio come militare in Usa subendo la frustrazione del ruolo) li rende maccheitte, non caratteri.
Il Montaggio
Tranne un paio di passaggi onirici (il sogno con i petali di fiore), gli attacchi (tutti senza dissolvenze) sono sequenziali, mai risolti e privi di pathos (ogni scena non apre alla successiva ma ne chiude in un siparietto la morale).
La morale
Ovvia, in ogni caso: la famiglia è la tom ba dell'amore (!), trionfo del kitsch involontario, inconstitenza del sogno americano. Tutti luoghi comuni (perfino il militare omofobo e represso!) di dubbio gusto.
Finii per apprezzarlo, tanti anni fa, al cinema: embè, ero in compagnia di una donna bellissima...! Ah, boccaccia mia!

 

Sulla trama

La famiglia Burnham (lester/Kevin Spacey; Carolyn/Annette Bening;Jane/Thora Birch) in crisi: il padre ci proverà con Angela(Mena Suvaari), l'amica della figlia, per poi fermarsi prima di commettere qualcosa a suo dire di irreparabile. Ma, nel frattempo, si sarà licenziato, avrà ripreso a gonfiare i muscoli con la palestra, cominciato a fumare marijuana. La gioia di vivere non tornerà, comunque.

Su Sam Mendes

Macchina fissa (tranne che nella scena in cui la giovane Mena Suvaari - agognata teen girl di Kevin/Lester - si cimenta come pon pon), attori con lunghe pause e tempi morti, ralenty (la celebre scena dei petali che coprono il corpo della diciassettenne), rada voce fuori capo (forse, unico vero motivo d'interesse l'attacco iniziale del film, ripreso pari pari da Viale del tramonto). Tutto qui: giudicate voi.

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