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Luca

Regia di Enrico Casarosa vedi scheda film

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La recensione su Luca

di supadany
7 stelle

Chi si ferma è perduto. Anche quando è stato appena raggiunto un obiettivo, non è mai errato guardare oltre, individuando nuovi percorsi da sondare e fissando inediti punti d’approdo da conquistare.

Se le idee sono limpide e le motivazioni consistenti, nessuno scoglio è invalicabile. D’altronde, sbagliando s’impara e da ogni sfida inedita derivano ulteriori conoscenze, che vanno a rimpolpare il background dell’individuo.

Impaginando un racconto di formazione dai connotati variopinti e con l’Italia in pole position, la Pixar snocciola nuovamente insegnamenti consigliabili a tutte le età, conquistando rinnovati attestati di stima pur distaccandosi da buona parte dei suoi canoni dominanti.

Italia, a cavallo tra gli anni ’50 e ’60. Luca è un mostro marino alle soglie dell’adolescenza, che vive con la sua famiglia sui fondali del mar Ligure, nelle vicinanze di Portorosso, un piccolo borgo abitato prevalentemente da pescatori.

Nonostante le regole di casa gli vietino categoricamente ogni contatto con gli umani, Luca è spinto dalla curiosità e incontrando Alberto, scopre che la vita sulla terraferma non è affatto male e che anche una creatura come lui può ritagliarsi uno spazio tra i ragazzini di Portorosso.

Magari riuscendo anche a convincere gli esseri umani che, quelli da loro definiti come mostri, in realtà sono semplicemente esseri viventi come loro, degni di inseguire gli stessi sogni condividendo i medesimi spazi.

 

scena

Luca (2021): scena

 

Con Luca, Enrico Casarosa – già pluriennale collaboratore di casa Pixar (tra gli altri, ha fatto parte dei team al lavoro su Ratatouille e Up)  - integra realtà (un comune in riva al mare e un gruppo di ragazzini) e fantasia (la vita negli abissi e creature capaci di cambiare forma) sviluppando un ecosistema sostanzioso, portatore e promotore di emozioni sincere, senza sfoggiare complesse sovrastrutture (Inside out, Soul) o ricorrere a esibite manifestazioni di superiorità tecnica (Gli incredibili, Cars), tipiche delle opere di maggior lustro uscite dall’azienda californiana.

Prima di ogni altro termine, a emergere sono i valori schierati in campo, che spingono verso l’ottenimento di un’apertura mentale in contrasto con la sempre più diffusa paura del diverso, di tutto ciò che non conosciamo direttamente e cataloghiamo affidandoci esclusivamente alle indicazioni fornite dall’opinione pubblica, in quanto tale sovrastante. Inoltre, suggerisce di configurare la propria identità uscendo dalla confort zone di appartenenza, abbracciando l’avventura per soddisfare la sete di conoscenza, andando a esplorare territori in precedenza solo immaginati per apprendere nozioni sconosciute e incontrare individui mai visti in precedenza con cui condividere le esperienze in arrivo.

Infine, a corredo di un contenuto esplicitato con disinvoltura e dall’essenza inconfutabile, Luca aggiunge (più di) un posto a tavola, sfatando il luogo comune che vede da troppo tempo il cinema americano svilire sistematicamente la cultura italiana ogni qualvolta pianta le radici dalle nostre parti. Di fatto, pur scandagliando in lungo e in largo tratti caratteristici del nostro panorama, creando un patchwork tanto immediato per riconoscibilità quanto ficcante per mobilità, è troppo agile, spigliato e genuino per incappare in scelte di cattivo gusto, districandosi tra accenni di musica e cinema, cavalcando marchi riconosciuti in tutto il mondo con un encomiabile inventario di oggetti, parole e comportamenti.

 

scena

Luca (2021): scena

 

Dunque, Luca è una pellicola aperta e ventilata, che lievita pur facendo un bagno di umiltà. Ha un’indole spugnosa per come assorbe tutto ciò che enuncia ed è capace di diffondere insegnamenti pregiati. Dispone di feritoie commoventi e di una smisurata forza di volontà, spaziando tra concetti legati alle diversità e la comprensione, la famiglia e le amicizie, i desideri e le scocciature, planando su quei rischi che occorre affrontare con un po’ di sana incoscienza per scoprire quanto possa essere (ancora) bello il mondo.

Salutare.

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