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In vacanza su Marte

Regia di Neri Parenti vedi scheda film

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La recensione su In vacanza su Marte

di mm40
2 stelle

2030, i viaggi su Marte sono la quotidianità. Un uomo, sposato, vola sul Pianeta Rosso con l’amante per impalmarla, con la complicità delle leggi del posto. Ma su Marte arriva anche suo figlio diciottenne che, per un problema tecnico, durante il viaggio è invecchiato di cinquant’anni.

 

Il declino del cinema (e in particolare della commedia) italiano/a non è dovuto a pellicole come questa, siamo seri: i film di Natale di Boldi & De Sica sono (con affetto parlando) porcherie dalla notte dei tempi, non hanno pretese artistiche e soprattutto non riflettono per un solo microsecondo la realtà; storicamente non possono essere scambiati nemmeno per errore per opere di costume, di satira sociale o Dio sa cos’altro. Sono filmini delle vacanze (di lavoro, ma neanche poi tanto) poco più che dilettantistici, ad alto budget per la categoria ma modesto per il cinema propriamente detto, che raccontano dell’evoluzione di un’amicizia e di un rapporto artistico intrigante – quello tra i due protagonisti, per l’appunto – ma non possono realmente avere alcuna chance di essere travisati per ‘cinema’. Anche in questo In vacanza su Marte le idee latitano e lo sguardo sulla contemporaneità è bolso, retrogrado, totalmente al di fuori dello spirito dei tempi (la coprolalia gratuita di De Sica, le gag escrementizie, uno sketch fieramente omofobo: il menu è quello prevedibile); l’intesa Boldi-De Sica è però come sempre eccellente, anche perché d’altronde i due sono ottimi caratteristi e si circondano qui, come spesso in passato già è accaduto, di interpreti che, o per la giovane età o perché fuori parte, fanno fare loro anche miglior figura: da Lucia Mascino a Danise Tantucci, da Francesco Bruni a Fiammetta Cicogna, passando per due volti che non meriterebbero di finire in questo calderone – Milena Vukotic, senz’altro, ma anche Luigi Luciano – e finendo con Paola Minaccioni, che nel 2020 può fregiarsi di aver preso parte sia a questo discutibile lavoro che all’ancora più drammatico (e non per le tematiche, anzi) Lockdown all’italiana, esordio registico di Enrico Vanzina. A proposito di registi, Neri Parenti non girava da tre anni, da Natale da chef del 2017; qui firma anche la sceneggiatura insieme a Gianluca Bomprezzi. 2/10.

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