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Essere John Malkovich

Regia di Spike Jonze vedi scheda film

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Tato88

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La recensione su Essere John Malkovich

di Tato88
8 stelle

C'è chi la prende con spensieratezza e indifferenza. Chi preferisce attuare un approccio filosofico. Chi viene ossessionato e chi viene devastato. Sta di fatto che nessuno reagisce in maniera "normale", ed una volta che viene introdotto l'elemento surreale (la porta sulla mente di John Malkovich) vi è un progressivo, esponenziale, atteggiamento irrazionale sempre più generalizzato. Tutti i personaggi accettano senza problemi l'esistenza della porta e ne vivono con serietà gli svariati (e perversi) effetti a cui essa conduce (come l'essere attratti da una persona solo se essa si trova all'interno di un'altra, accettare drammaticamente di essere la seconda madre di un bambino...).
Il film in generale si apre a molteplici chiavi di lettura e si conclude senza risposte o morali di sorta, ma solleva curiose domande e propone vari spunti di riflessione: se tu stessi parlando con una persona che in realtà è guidata da un'altro "io"? Dunque il corpo è una mera marionetta? E se io non mi sentissi a mio agio con il mio corpo, lo sarei con quello di altri? Cosa succederebbe se entrassi dentro la mia mente e vedessi chi sono realmente? Ne sarei devastato? Possono più personalità convivere in una sola mente? Ergo, sono io il frutto di molte personalità? E se ci fosse un'altra persona imprigionata nel mio sub-conscio che non ha potere decisionale e può solo condivedere tacitamente le mie esperienze?
Un'esperienza talmente estrema non può che portare a reazioni talvolta perverse: per una donna fare la curiosa esperienza di sentirsi improvvisamente maschio può portare a l'esigenza di cambiare sesso. Oppure si può arrivare a provare gelosia per la propria partner perchè è stata con un'altra donna mentre era all'interno di un'altro corpo. E quanta perversione ci vuole, una volta preso il possesso di un corpo-burattino, per decidere di dedicare la propria vita all'uso di burattini sempre più grandi e numerosi? Il burattinaio è una delle figure più simboliche per eccellenza, e si apre a svariate interpretazioni filosofiche. La questione si complica ulteriormente in questo caso di "burattinaggio" a matriosca (forse che Cusack non si possa mai sentire definitivamente completo e a suo agio in qual si voglia corpo o estensione di esso?).
Come si evince da queste brevi riflessioni, che come il film non portano a nessuna risposta definitiva ma tentano solo di mettere in prosa quanto dicono le immagini, la pellicola d'esordio di Spike Jonze è davvero interessante, nonchè affascinante nella sua messa in scena. La sequenza iniziale di danza nel teatrino è assolutamente poetica e commovente, molto delicata nelle sue azioni forti e forte nella sua interpretazione drammatica, nonchè espressiva al limite del reale (il breve campo/controcampo del burattino che guarda con malinconia il burattinaio-cusack è qualcosa di indescrivibile...stupefacente!). Non da meno la scena parallela in cui l'attore John Malkovich ne ripropone la stessa danza: molto convincente nonostante il fisico poco predisposto.
La sequenza dell'inseguimento di Cameron Diaz e Catherine Keener all'interno del subconscio di John Malkovich-personaggio è davvero ben realizzata (probabilmente ha influenzato scene analoghe in "Eternal Sunshine on the spotless mind" e "Boogieman"). Anche la scena di Malkovich dentro sè stesso risulta simpatica e ben costruita, sebbene talvolta si noti la palese presenza di sosia...(una possibile interpretazione potrebbe essere lo scoprirsi particolarmente egocentrici-narcisisti....?). Ed in generale l'interpretazione del divo risulta molto accorta, efficace, divertente e felicemente auto-ironica. E complimenti vivissimi a tutto il resto del cast.
Film super apprezzato insomma. Tuttavia non mi son sentito di dargli un ottimo in quanto sotto la presunta sconclusionatezza della pellicola c'è il sospetto che la sola vera interpretazione sia quella con cui si vuole spesso giustificare tutto il movimento surrealista: "l'artista che percepisce la realtà come irrazionale, insensata e caotica tende a rappresentarla con prodotti altrettanto confusi e sconclusionati".

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