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Il collezionista di carte

Regia di Paul Schrader vedi scheda film

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La recensione su Il collezionista di carte

di port cros
7 stelle

78ma MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2021 – IN CONCORSO

 

 

William "Tell" Tillich (un intenso Oscar Isaac) è un giocatore professionista di blackjack, abile nel metodo di contare le carte per vincere senza sbancare, venendo così tollerato in tutti i casinò. Si tratta di un personaggio scorsesiano (non a caso l'eterno Martin produce), solitario ed enigmatico, dal passato misterioso e turbolento (nelle prime scene lo vediamo in prigione) e dalle manie ossessive (avvolge meticolosamente in lenzuola che si porta in valigia tutti i mobili della sua stanza d'albergo). Quando viene agganciato dal giovane scioperato Cirk (Tye Sheridan) scopriamo che il suo passato è nell'esercito ed è legato alle torture nel carcere iracheno di Abu Ghraib, per cui è stato condannato come tutti gli esecutori, mentre i livelli superiori che le avevano decise ed organizzate sono sempre rimasti impuniti. Cirk, figlio di un suo commilitone morto suicida dopo essere stato distrutto dallo stress post-traumatico, lo ha cercato per coinvolgerlo nel tentativo improvvisato e dilettantesco di vendetta ed eliminazione dell'oscuro maggiore Gordon (Wilhelm Dafoe), la mente dietro quell'infamia.

 

Paul Schrader firma un'opera compatta ed efficace, evocando atmosfere da noir psicologico, sull'inesorabilità del ritorno di un passato da cui non è possibile sfuggire, riflessione che riguarda sia individualmente il protagonista sia collettivamente il Paese, che non può esimersi dal fare i conti fino in fondo con le conseguenze delle decisioni scellerate di una politica arrogante e deviata. Un bravissimo Oscar Isaac riesce a donare intensità anche ai silenzi enigmatici del poco espansivo protagonista. La regia si distingue per eleganza e rigore formale, impreziosita da una colonna sonora ricercata, che sovrappone musiche languide e suoni inquietanti, e da oculate scelte di fotografia, come l'utilizzo della lente deformante per le scene degli abusi nella prigione irachena, che ricostruiscono le famigerate fotografie diventate di dominio pubblico nel 2004.

 

Voto: 7,25 su 10.

 

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