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L'esperimento del dottor K

Regia di Kurt Neumann vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su L'esperimento del dottor K

di Lina
10 stelle

Questo film mi ha colpito anche più del remake di Cronenberg, "La mosca". E' davvero fantastico, coinvolgente, impressionante e commovente. La trama è sviluppata attraverso situazioni un po' differenti da quelle del succitato film di Cronenberg, ma non è di certo meno suggestiva e gode di una messa in scena perfetta e di una narrazione efficace.

In questo caso, inizia tutto con una scena in cui la protagonista Helene Delambre, telefona al cognato François per confessargli di avere ucciso suo marito Andrè schiacciandogli la testa con la pressa del laboratorio della loro casa. François ed un ispettore, si precipitano da lei per capire i motivi dell'omicio che hanno sicuramente dell'inverosimile. Helene che sembra ossessionata dalle mosche, inizia a raccontarli la verità. Adorava suo marito e non gli avrebbe mai fatto del male, solo che un giorno, gli era accaduto un incidente durante uno dei suoi esperimenti. Andrè infatti era uno scienziato che sperimentava il teletrasporto della materia. I suoi esperimenti li aveva eseguiti dapprima su oggetti inanimati e in seguito su degli animali. Faceva disintegrare le loro molecole per alcuni secondi in una prima capsula di vetro, per poi farle reintegrare in una seconda capsula. Era così sicuro della validità della sua invenzione, che ad un certo punto aveva deciso di sperimentarla anche su se stesso e sarebbe andato tutto bene se non fosse stato per il fatto che una mosca si era intrufolata con lui nella capsula proprio nei momenti in cui aveva azionato il teletrasporto. Le conseguenze di quest'incidente infatti s'erano rivelate gravissime e terribili: le molecole genetiche della mosca si erano mescolate a quelle di Andrè che aveva dunque acquisito alcune sembianze dell'insetto: la testa ed una zampa. Si era trasformato in una creatura metà umana e metà mosca, anche se il suo cervello era ancora in grado di capire ogni cosa esattamente come prima. La mosca invece aveva acquisito una testolina umana ed anche la capacità di parlare.

 

Per non terrorizzare la moglie, Andrè che data la nuova controversa natura non riesce neanche più a parlare, si copre il capo con un lenzuolo nero e cerca di comunicare con lei scrivendo messaggi. Le fa sapere che l'unico modo per tornare come prima è recuperare la mosca e ripetere l'esperimento con essa in modo che le loro molecole questa volta si scindano ed Helene che lo ama, lo rincuora e gli promette di trovare quella mosca che è particolarissima perchè sembra avere la testa bianca (vista da lontano, ma vista molto da vicino si nota che invece ha una testolina col volto umano). Le sue ricerche si fanno angosciose, l'aiuta anche suo figlio ignaro di quello che sia successo al padre ed alla fine, anche se riescono a catturarla, fugge poco dopo volando via dalla finestra. Helene è disperata e torna nel laboratorio dal marito raccontandogli di non esser riuscita a catturarla, ma che ci avrebbe riprovato. Andrè invece sembra convinto del fatto che sia troppo pericoloso aspettare ancora e che sia necessario farsi sopprimere prima del verificarsi di qualche altra grave conseguenza o disgrazia. Chiede così a Helene di aiutarlo a morire e di far sparire tutte le prove del suo esperimento in maniera tale che a nessun altro potesse venire in mente in futuro di usare o copiare le sue idee mettendo a rischio altre vite umane. Comunica sempre a gesti o in forma scritta con Helene e ad un certo momento lei lo vede nelle sue nuove sembianze di uomo-mosca ed urla spaventata svenendo. Lui l'assiste e le accarezza il volto affranto e quando lei rinviene, accetta di aiutarlo a morire. Gli schiaccia la testa e la zampa sotto la pressa. Questo suo racconto però non viene subito creduto dall'ispettore. Solo il cognato le crede, ma l'ispettore pensando che sia pazza, dà disposizione di farla rinchiudere in un manicomio. Solamente alla fine, quando il figlio di Helene conduce suo zio e l'ispettore in un parco dove c'è una ragnatela con un ragno che sta per divorarsi la mosca con la testolina umana che grida "aiuto" in maniera raccapricciante, entrambi hanno la conferma che Helene aveva raccontato la pura verità, perciò la lasciano libera.

 

Memorabile è quando l'ispettore confessa che le grida e la vista di quella mosca dal volto umano gli sarebbero rimaste per sempre impresse nella mente, perchè questo è quanto avvertono anche gli spettatori.

 

Sicuramente questo film ha trucchi ed effetti speciali assai meno elaborati del remake di Cronenberg, ma non per questo risultano meno impressionanti, anzi. La testa dell'uomo-mosca è orribile e così anche quella della mosca-uomo. Inoltre, in questo caso, la tensione psicologica non ci viene offerta soltanto dalla dissacrazione fisica dello scienziato un tempo molto bello e aitante (la trasformazione di Andrè era stata immediata e non progressiva come quella di Brundle ne' "La mosca" e risultava soprattutto stabile perchè non regrediva e non avanzava), ma anche dall'inquietante ricerca di Helene della mosca che sembra inafferrabile, che fugge via e che non viene ritrovata in tempo per salvare la vita del suo adorato marito.

 

Come film è davvero un capolavoro dell'horror perchè suggestiona tantissimo ed emoziona grazie all'intensità del pathos che si percepisce nella storia d'amore tra Andrè e la moglie Helene. Commuovono le speranze e l'amore di lei, che perfino quando il marito è diventato qualcosa di mostruoso non vuole abbandonarlo. Non lo respinge e lo assiste come può sino alla fine e commuove anche il fatto che un destino così avverso sia toccato ad un uomo buono, bello ed intelligente che in fondo non voleva far altro che brevettare un'invenzione utile. La morale del film però è chiara e fa riflettere molto sul fatto che esistano confini che nessuna persona debba mai permettersi di varcare. Osare troppo sfidando le leggi della natura e della fisica genetica e quantistica, talvolta può rivelarsi un male anche per il più ingegnoso degli scienziati. Dunque i timori di Helene del progresso e delle sfide che si poneva suo marito sono certamente comprensibili e fanno un certo effetto. Lei non aveva mai impedito ad Andrè di continuare i suoi esperimenti, non lo aveva mai rimproverato seriamente, ma i suoi presagi sui pericoli che potessero derivarne, si erano rivelati giusti. Vedere il loro amore così tenero e dolce stroncato da una banale distrazione di Andrè tocca nel profondo del cuore. Di film così intensi come questo ne ho visti pochi perchè tutto qui appare realistico, gli attori sono tutti molto bravi, convincono e turbano. Si ammira la forza interiore di Helene di riuscire ad andare avanti comunque e si ammira l'altruismo di Andrè che riconosciuto il suo errore di aver osato troppo, sceglie di morire piuttosto che rischiare di fare del male a sua moglie o di dare un contributo altamente pericoloso alla scienza. Dunque non ci si disgusta come nel film di Cronenberg la cui trama si concentra soprattutto nel mostrare la graduale ed orripilante mutazione fisica e psicologica dello scienziato Brundle, ma si riflette più di quanto non si faccia anche nel remake, sulla miriade di eventualità e conseguenze oscure alla quale i poteri della scienza possono dar luogo.

 

Kurt Neumann

 

Ha fatto un lavoro eccellente.

 

Vincent Price

 

Espressivo, incisivo ed intenso nel ruolo del fratello di Andrè.

 

Patricia Owens

 

Bravissima ed intensa nel ruolo di Helene.

 

Herbert Marshall

 

Ottimo nel ruolo dell'ispettore scettico, ma poi ricredutosi.

 

Al Hedison

 

Perfetto ed intenso nel ruolo di Andrè Delambre.

 

Cosa cambierei

 

Assolutamente nulla.

 

 

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