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La moglie di Frankenstein

Regia di James Whale vedi scheda film

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La recensione su La moglie di Frankenstein

di alan smithee
9 stelle

TFF 37 - SI PUO' FARE
Geniale incipit di "romanzo nel film", in cui l'autrice Mary Shelley sta trascorrendo col marito ed un paio di amici una serata nella sua villa sorpresa da un forte, scenografico temporale. Davanti al fuoco del caminetto acceso, la donna viene spronata dai commensali a renderli partecipi del suo nuovo romanzo con cui ella riprende le gesta della sua mostruosa creatura, opera del folle scienziato Frankenstein. che nel primo film pareva rimasta vittima dell'incendio del mulino-teatro dei degenerati esperimenti dell'eccentrico medico.
In realtà il mostro si è salvato ed ora vaga per le campagne, senza una meta, tuttavia sempre più consapevole della sua condizione di non umano dotato di una parvenza di sentimento che lo rende più simile di quanto non possa apparire, ad un essere umano. 
Intanto Frankenstein, pur avendo giurato alla moglie di abbandonare i suoi azzardati esperimenti, viene avvicinato da un collega, il dottor Pretorius, che inizia a proporgli la creazione di una nuova razza di esseri artificiali da adibire a mansioni più ingrate e pesanti. Da ciò la necessità di creare una donna che potesse moltiplicare la razza assieme alla creatura sopravvissuta.

La situazione precipita quando il mostro cattura la moglie del dottore, forzandolo ad impegnarsi nel progetto di creazione della prima donna artificiale. Costei viene portata in vita, e risulta bella e seducente al punto da far innamorare all'istante il mostro, ma risultando dal suo canto spaventata dalla bruttezza del suo compare. Costui reagisce in modo violento, incendiando il laboratorio in cui finiranno per rimanere vittime sia la coppia di mostri, sia il dottor Pretorius, mentre Frankenstein e la moglie riusciranno a salvarsi in extremis.
Rispetto all'originale di quattro anni prima, questo sequel, tecnicamente e narrativamente più complesso e ambizioso del pur ineguagliato capostipite, si concentra sull'aspetto caratteriale e introspettivo della creatura, che, poco per volta, acquisisce una piena consapevolezza della propria inevitabile inumanità, e per questo scegliendo di sacrificarsi assieme alla sua amata ma non corrisposta artificiale metà.

Grande efficacia scenografica e costruzione tecnica, così come la maestria della direzione ad opera del grande James Whale rende il progetto, se possibile, qualitativamente ancor più completo e riuscito dell'originale. 
La genesi e l'aspetto avveniristico ed insieme sexy con cui è stata immaginata e creata la moglie della creatura, interpretata dalla fascinosa ed inquietante Elsa Lanchester, pure utilizzata nel prologo per impersonare Mary Shelley, ha dato vita ad un personaggio che, come il mostro reso da Boris Karloff, si è trasformato in una figura iconica destinata a rimanere nella memoria come uno degli esempi più indimenticabili e suggestivi, oltre che sexy, del cinema di genere di ogni tempo. 
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