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Honeydew

Regia di Devereux Milburn vedi scheda film

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alan smithee

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La recensione su Honeydew

di alan smithee
6 stelle

FESTA DEL CINEMA DI ROMA 15 - SELEZIONE UFFICIALE

Una giovane coppia in odore di crisi, si appresta a fare un viaggio in macchina, con tenda al seguito, approfittando di una ricerca che la ragazza, una biologa, sta conducendo a proposito di un'erba investante che già bel Medioevo, consumata assieme alle farine ricavate dal grano, arrecava alla popolazione devastanti malattie, malformazioni, infiammazioni dai dolori lancinanti, e sino ad episodi di follia.

Durante la loro prima sosta, i due dapprima vengono cacciati dal campo ove decidono di accamparsi, ignari che si trattasse di una proprietà privata. Poi, poco dopo esser tornati alla macchina, scoprono che questa ha la batteria scarica.

Vagando a piedi nella notte, raggiungono una casa quasi fiabesca, ove li accoglie una vecchina all'apparenza gentile e un po' svampita, che non solo li ospita, ma si offre di fornir loro anche un meccanico suo conoscente, in grado di farli ripartire prima della imminente nottata.

Ovviamente i due scopriranno di essere vittima di una famelica famiglia di contadini che, succubi pure loro degli effetti devastanti dell'erba invasiva mescolatasi alle piante di cereali, ha trovato modo di dedicarsi con insana passione, ai "piaceri della carne", intesi questi soprattutto come nutrimento.

Si tratterà di una classica notte da incubo, al servizio di un horror ben condotto che non rifiuta di utilizzare tutti i cliché del genere, aggiungendovi un interessante, curiosa divagazione in tema alimentare, ove l'ironia di veder cucinare in padella con abbondante strutto fette di carne (di origine sospetta) spesse qualche dito, si rivela una interessante piega sadica e sarcastica, in barba alle diete salutistiche tanto in voga in questa nostra epoca contraddistinta anche dal dilagare di diete bilanciate e vere e proprie scuole di pensiero vegetariane, se non proprio vegane.

Il film, opera prima di Devereux Milburn, azzecca innanzi tutto gli interpreti, sconosciuti ma scelti appropriatamente (con una vecchia davvero inquietante), ed una regia che conferisce adeguato ritmo alla vicenda, non certo originale né foriera di incredibili sorprese difficili da prevedere, ma coerente con le regole di genere a cui il film diligentemente si adegua.  

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