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Nuevo orden

Regia di Michel Franco vedi scheda film

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alan smithee

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La recensione su Nuevo orden

di alan smithee
5 stelle

locandina

Nuevo orden (2020): locandina

VENEZIA 77 - CONCORSO

In un vicino futuro, durante i preparativi per il matrimonio sontuoso della figlia venticinquenne di un facoltoso e potente impresario edile, quella che inizialmente viene scambiata per una banda di balordi organizzata tuttavia piuttosto capillare, invade la villa ove si stanno tenendo i festeggiamenti, nella febbrile attesa che il funzionario comunale addetto a celebrare il rito civile si presenti in loco.

Nella sparatoria fioccano morti e feriti, ma ci accorgiamo che la confusione regna anche e ben oltre i limiti della sontuosa villa aggredita dall'orda.

Si tratta di un vero e proprio colpo di stato, ordito dalla organizzazione militare, impegnata non tanto a prendere il potere, bensi a rubare ai ricchi ogni loro bene materiale, ed arrivando acrapire i congiunti di tali classi facoltose, per chiederne riscatto alla famiglia.

Naian González Norvind

Nuevo orden (2020): Naian González Norvind

scena

Nuevo orden (2020): scena

La sposa, infatti, se inizialmente scampa all'agguato grazie ad una sua fuga per accorrere al capezzale di una anziana tata malata e senza soldi percessere curata, successivamente diviene oggetto di sewuestro dacparte delle forze sovversive, che, una volta ottenuto il riscatto, provvedono a sbarazzarsi dei rapiti eliminandoli.

Alla fine, dopo la strage iniziale e quella a danno dei raoiti, l'ordine verrà ristabilito insabbiando le prove che possano addossare la responsabilità sull'esercito. Per il ritorno in regia di un cineasta tosto e irrequieto, oltre che allarmante, come è stato sino ad ora Michel Franco, si è creata una certa morbosa ed inquieta curiosità, che poi, durante la visione del film, in parte, se non proprio completamente, conferma i motivi di tale trepidante attesa.

scena

Nuevo orden (2020): scena

Le pulsioni verso la violenza e l'irrazionale scatto che conduce alle estreme conseguenze di una brutalità senza controllo, si ripetono e confermano la predilezione del talentuoso cineasta per queste particolari dinamiche.

Tuttavia il film, girato con grande perizia e ritmo travolgente che si fa forza di scene brutali da colpo allo stomaco, per quanto tutt'altro che nuove, pur facendosi seguire con l'ansia spasmodica ampiamente preventivata, finisce in parte per deludere le aspettative e denunciare un reiterato, fastidioso compiacimento di fondo che rende tutta la vicenda piuttosto meccanica ed artificiale, fiera spasmodica d i una violenza strumentale e scenografica, a mio avviso più gratuita e plateale che necessaria. 

Come a dire': "sono Michel Franco e vi do ciò che vi aspettate dal mio cinema impulsivo e disturbante". 

Il contesto sociale della lotta di classe che assume forme esasperate dando vita ad uno scontro armato ove il rancore implacabile arma le braccia di chi si sente sfruttato e assicura un bagno di sangue ai danni dei ricchi annoiati dalla loro stessa opulenza di costumi, ci può stare, per carità.

Ma il film non aggiunge nulla, a livello di tematica e di realizzazione, alla furia di cui si rende portavoce, servendosi di spunti economico-sociali che da sempre sono le cause di ogni rivoluzione e conseguente soargimento di sangue, e che peraltro abbiamo già incontrato altrove in opere basilari e fondamentali nell'area dei paesi latinoamericani.

Naian González Norvind

Nuevo orden (2020): Naian González Norvind

Diego Boneta, Dario Yazbek Bernal, Naian González Norvind

Nuevo orden (2020): Diego Boneta, Dario Yazbek Bernal, Naian González Norvind

Penso, in particolare, a Postmortem di Larrain, pur dislocato in un passato anni '70 da guerra civile che assume connotati quasi futuristici o auantomeno distopici, l'esistenza del quale in qualche modo aiuta a ritenere poco fondamentale o innovativa questa nuova, furente descrizione di efferata lotta di classe situata in un sin troppo sfruttato presente alternativo che tende al solito futuro distopico. Il film di Franco - gliene va dato atto - ha il coraggio tuttavia di non affezionarsi ad alcun personaggio, tantomeno a quello della protagonista-sposa (una intensa e di rosso vestita Naian Gonzalez Norvind di cui sentiremo certamente riparlare), verso cui la vicenda pare adottare inizialmente un atteggiamento empatico, tradendo poi bruscamente le attese, come solo Franco brutalmente ci ha fatto imparare ad attendere, nel modo che si potrà seguire nel corso della concitata e barbara vicenda, dominata da una perversa attrazione per il colore verde... militare... non a caso.

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