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Il male non esiste

Regia di Mohammad Rasoulof vedi scheda film

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alan smithee

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La recensione su Il male non esiste

di alan smithee
8 stelle

locandina

Il male non esiste (2020): locandina

CINEMA OLTRECONFINE - ORSO D'ORO ALLA BERLINALE 2020

Quattro storie di fatto scollegate tra loro, tentano di riflettere sulla responsabilità morale che, in uno stato come l'Iran in cui è prevista la pena di morte per una certa casistica grave di reati, ricade automaticamente su coloro che sono incaricati di mettere in pratica la sentenza sui condannati.

Per questo seguiamo la storia di un cortese e premuroso padre di famiglia di nome Heshmat, uomo sensibile e gentile al punto da aiutare con solerzia i vicini ogni qualvolta venga a conoscenza di un loro problema, nell'atto di prepararsi a raggiungere il proprio posto di lavoro. Una professione che l'uomo esegue con senso del dovere e impegno, ma che mal si accosta al proprio carattere di uomo predisposto a prodigarsi per gli altri.

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Il male non esiste (2020): scena

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Il male non esiste (2020): scena

Sul soldato Pouya ricade il gravoso compito di eseguire materialmente la sua prima condanna a morte a carico di un condannato.

L'idea di divenire il materiale esecutore di quella cruda sentenza, gli fa perdere il controllo, lo sobilla alla rivolta, alla fuga durante la quale, appena gli sarà possibile, si disferà con soddisfazione dell'arma di servizio.

Il giovane Javad torna dalla fidanzata per festeggiare il suo compleanno, intenzionato a chiederle di sposarlo. Proprio in quei giorni la famiglia della ragazza sta celebrando un rito funebre in onore di un caro familiare ucciso dal sistema penitenziario del Paese.

Con orrore, imbarazzo ed un crescente senso di colpa fino a quel momento completamente assente, il ragazzo si accorge di essere sinistramente legato a quella crudele esecuzione.

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Il male non esiste (2020): scena

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Il male non esiste (2020): scena

Nell'ultimo episodio, il medico Bahram, di stanza in una remota regione lontana da centri abitati, convince la nipote adolescente, residente all'estero, a raggiungere la madre apicultrice, in modo anche lui da poterla conoscere per la prima volta. Tra i due nasce una solida intesa, che si dimostra ostacolata unicamente dall'assoluto rifiuto della giovane di rendersi responsabile dell'uccisione di esseri viventi in generale, tra cui una volpe a cui l'uomo da tempo dà la caccia, in quanto responsabile di periodiche razzie nel suo pollaio. In realtà l'incontro voluto dall'uomo, è motivato dall'esistenza di una verità di fondo in grado di modificare radicalmente i rapporti tra i due, ma anche a serio rischio di porre fine a quell'intesa nata tardi ma sbocciata con estrema naturalezza.

Premiato con l'Orso d'Oro alla Berlinale 2020, in assenza del suo autore, l'iraniano Mohammad Rasoulof, che, osteggiato dal governo patrio per i suoi film precedenti (tra essi l'ottimo A man of integrity, visto al Certain Regard nel 2017), ritenuti diffamatori ed antigovernativi, e per questo impossibilitato a lasciare il territorio iraniano, Il male non esiste riflette sulla dimensione morale e politica di un sistema, come quello iraniano, che prevede la morte come pena definitiva inerente i reati considerati più gravi, ma tra i quali sono annoverati anche la dissidenza politica e la prostituzione, per citarne alcuni tra i più controversi.

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Il male non esiste (2020): scena

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Il male non esiste (2020): scena

Posto che il medesimo problema morale e di coscienza non potrebbe che porsi anche nei casi più efferati di omicidio, comunque ben diversi dai motivi di incarcerazione sopra accennati a solo titolo esemplificativo, il film affronta il dilemma di coscienza, ma anche pratico, proponendo casi in cui i vari protagonisti figurano come testimoni o materiali strumenti necessari ed inevitabili affinché la pena capitale possa essere comminata.

Attraverso i quattro racconti, singolarmente forti e toccanti, anche se, a ben vedere, forse non troppo accuratamente assemblati uno con l'altro, impegnati tutti a descriverci i dettagli di una società iraniana che si sbilancia dall'aggregato urbano più sviluppato alla vita di campagna immersa tra straordinari paesaggi altrimenti impossibili da far propri ad occhio nudo, il film di Rasoulof si pone come monito alla salvaguardia del proprio diritto di dissentire, di opporsi manifestando nei modi più democratici e lontani dalla violenza un pensiero che possa essere contrastante con quello di un regime che, in quanto tale, non ammette che qualcuno passa metterlo in discussione.

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Il male non esiste (2020): scena

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Il male non esiste (2020): scena

Il finale poetico con la volpe che smette di essere considerata il nemico giurato, ma si trasforma in un essere meritevole di cura e tutela, ci suggerisce una ipotesi di futuro possibile cambiamento che, a forza di una dissidenza pacifica ma intransigente, possa finalmente minare le basi odiose e ingiuste di un regime senza scrupoli e totalitario che non ammette contraddittorio né osservazioni in qualunque modo queste possano essere esposte.

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