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Uno di noi

Regia di Thomas Bezucha vedi scheda film

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alan smithee

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La recensione su Uno di noi

di alan smithee
3 stelle

Quella di George Blackledge (un Kevin Costner in forma), sceriffo in pensione ancora dinamico e in forma, è una tipica famiglia americana di stampo patriarcale, in cui, nello stesso cottage in mezzo ad una natura quasi idilliaca, convivono sotto lo stesso tetto la famiglia anziana e quella del figlio della coppia, sposato e con un bimbo piccolo.

L'equilibrio perfetto si rompe improvvisamente quando, a seguito di una banale caduta da cavallo, il figlio dello sceriffo muore, lasciando moglie e figlioletto, oltre che gli addolorati genitori.

Qualche tempo dopo la vedova si risposa, ed i genitori del defunto si rassegnano al fatto che dovranno limitarsi a vedere il nipote solo in determinate occasioni e ricorrenze.

Quando però la moglie dello sceriffo (la ancor bellissima Diane Lane), nonché nonna del bimbo, si accorge che il nuovo marito della nuora è un violento che strattona il bambino e picchia la consorte, ecco che i pensieri della amorevole coppia di nonni si moltiplicano, fino a divenire vorticosi quando la coppia di sposi si dilegua improvvisamente dal loro domicilio, senza nemmeno avvisare i due.

La donna decide di partire, e suo marito si offre, per amore di sua moglie, ma non senza una certa reticenza, di accompagnarla in un viaggio che li porterà fino alle radici di un male radicato nell'indole violenta, maschilista e perversa della famiglia del nuovo marito della loro nuora, capitanata da una figura matriarcale sadica e persecutrice degna di meritarsi il ruolo di psicopatica dell'anno.

La vicenda in realtà si trasforma da un dramma familiare ad una vera e propria farsa, complici, anzi responsabili, queste figure di "méchant" sopra le righe che non aiutano affatto il film a evitare trappole narrative ricattatorie e puerili, ove quel senso di legittima famiglia tutta americana diviene un baluardo immolato come un agnello pagano da parte di un pubblico che si pretende piuttosto credulone e di semplici pretese.

Alle prese con un personaggio così sopra le righe e bizzarro, anche una ottima interprete, ultra collaudata come risulta senza ogni dubbio Lesley Manville (la ricordiamo magnifica ne Il filo nascosto), finisce qui per soccombere rasentando il ridicolo e la farsa.

La sceneggiatura, inoltre, piuttosto pasticciata, si prende l'iniziativa di far spuntare all'improvviso personaggi a funzionalità salvifica come il giovane nativo pellerossa (Bo0Boo Stewart), relegato ad un ruolo davvero troppo poco sviluppato ma inserito in modo molesto ed inopportuno entro una vicenda che sbanda senza controllo in ogni direzione.

Peccato soprattutto per la coppia fisicamente e chimicamente perfetta costituita da Costner/Lane, che si trasformano nelle vere vittime di questo pasticcio ricattatorio e melodrammatico travestito da thriller familiare.

Quanto a Thomas Bezucha, regista dell'impresa, si conferma con questo pasticcio un puro mestierante senza alcuna possibilità di puntare verso prodotto qualitativamente più stimolanti.

 

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