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Est - Dittatura Last Minute

Regia di Antonio Pisu vedi scheda film

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La recensione su Est - Dittatura Last Minute

di Spaggy
7 stelle

Nel 1989, poche settimane prima che venga abbattuto il muro di Berlino, tre ragazzi di Cesena si concedono un viaggio di dieci giorni nell’Europa orientale per vedere da vicino quei posti in cui il regime sovietico domina ancora. Si tratta di Bibi, Rice e Pago, tre amici che hanno voglia di concedersi quella che nelle intenzioni è la migliore vacanza della loro vita. Appena mollato dalla fidanzata Silvia, Bibi parte per dimenticare il passato mentre Rice, armato della propria videocamera, ha voglia di vedere costumi e tradizioni da lui lontane (e di rivendere qualcosa con i suoi “mercatini”, soprattutto biancheria intima femminile) e Pago vuole uscire da Cesena, città troppo piccola per lui ma di cui ama spassionatamente la squadra di calcio. Grazie alla conoscenza delle lingue di Pago, che lavora come guida turistica, i tre si fanno strada con la loro automobile arrivando fino a Budapest.

Nella capitale ungherese, scoprono con rammarico che il regime sovietico è appena crollato anche in Ungheria e che gli unici Paesi in cui ancora vige che possono raggiungere da lì sono la Romania e la Repubblica Ceca. L’incontro con Emil, un rumeno che da mesi non dà notizie alla sua famiglia rimasta in patria, e il suo desiderio di far consegnare una valigia dal “misterioso” contenuto alla moglie Andra spingono i tre a vincere ogni remora e ad avventurarsi, dopo una serie di moniti, nella terra di Ceausescu.

Il regime dittatoriale ha privato i rumeni di ogni libertà individuale, allineando alla volontà statale ogni sogno e fabbisogno. Consapevoli di ciò, i tre allegri ragazzi per la strada, per la paura di essere inseguiti, abbandonano la valigia dando inizio a una successiva ricerca fatta di incontri strani, avventure paradossali e circostanze surreali, che permettono di far capire loro cosa significhi realmente il desiderio di libertà quando questa viene negata dall’alto.

Lodo Guenzi, Matteo Gatta, Jacopo Costantini

Est - Dittatura Last Minute (2020): Lodo Guenzi, Matteo Gatta, Jacopo Costantini

 

Prendendo spunto da una vicenda realmente accaduta, Est – Dittatura Last Minute offre uno squarcio di un mondo in cui la tradizione è in netto contrasto con la modernità. I tre amici, partendo da un’Italia in cui convivono Albano e Romina con la politica di Craxi e gli appuntamenti con le prime puntate di Striscia la notizia, si ritrovano a vivere in pieno un contesto in cui le differenze tra Est e Ovest smettono di essere argomento da telegiornale e si trasformano in concretezza. Laddove le immagini di Reagan e Gorbaciov dal tg serale parlano di eventuali accordi, Rice, Pago e Bibi hanno modo di toccare con mano cosa significhi muoversi in un territorio in cui il regime sovietico ha negato le libertà individuali nel peggiore dei modi: la dittatura. Con i servizi segreti che tutto sanno e la polizia che ogni passo segue, i romagnoli si scontrano con un universo in cui ognuno può essere il nemico e chiunque ha smesso di sognare. Un reggiseno che richiama vecchi ricordi o una musicassetta del Festival di Sanremo diventano oggetto del desiderio in una nazione in cui nemmeno le telefonate sono libere: ogni cosa per un rumeno è un lontano ricordo, come dirà la cantante di night che della valigia si è impossessata.

Vestito da commedia, Est – Dittatura Last Minute si tramuta allegramente in trattato sociopolitico con venature spionistiche. La struttura del film si sposta elegantemente da un genere all’altro senza scuotere lo spettatore. Lo invita semmai a diventare quarto occhio e a porsi a fianco dei tre amici, muovendosi al ritmo dei loro passi (spesso falsi) e delle loro speculazioni. Non è difficile tornare indietro con la mente a un momento in cui la paura del domani attanagliava un’intera generazione. Se a occidente si viveva spensierati coltivando come passione il calcio o il desiderio di capire la politica, a oriente ci si muoveva con passo felpato. Il nemico ancora ascoltava e tutto intercettava, rasentando spudoratamente la criminalità e costringendo la povera gente a rinunciare anche ai propri affetti per paura di non perdere le proprie abitudini o il proprio nido. Personaggi come Andra e Costelia, la moglie e la suocera di Emil, ben mettono in evidenza come la quotidianità sia farcita dalla delusione verso una terra che hanno sempre amato, dalla stanchezza di attività oramai di routine e dalla speranza di un domani diverso. Ma a che prezzo?

Nel tentativo di aiutare la famiglia di Emil a lasciare la Romania, Bibi, Rice e Pago, ricorrono all’aiuto del “Bolognese”, un emiliano emigrato in Romania che traffica passaporti contraffatti e aiuta la gente a espatriare. Con i suoi metodi da gangster della porta accanto, il Bolognese (con la sua passione per Sabrina Salerno) è il simbolo di tutta quella malavita che, nel bene o nel male, prospera negli ambienti in cui anche la minima libertà è negata. Contraltare perfetto del Bolognese è Nikolaj, quel miglior amico di Emil che, armato di passione per la musica e la fotografia, è l’immagine perfetta del resistente.

Nel rappresentare una cuspide della Storia, un passaggio che avrà conseguenze nei decenni a venire, Antonio Pisu (figlio e nipote d’arte) affida agli inserti video amatoriali girati dal vero Rice, alias Andrea Riceputi, il compito di ricordarci che ben poco di quanto mostrato è fantasia. Strano che sembri, è tutto realmente accaduto. Con una ricostruzione impeccabile, Pisu è al timone di una macchina del tempo in grado di teletrasportarci nel passato e di spiegarci come l’altro da noi sia uguale a noi ma privato di ciò che più sacro ha: la libertà. Senza giudizi politici che avrebbero reso Est – Dittatura Last Minute un film a tesi, Pisu affida a tre giovani il compito di reggere le sorti del lungometraggio: Jacopo Costantini, Matteo Gatta e soprattutto Lodo Guenzi, il cantante degli Stato Sociale che al suo debutto come attore supera brillantemente la prova.

 

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