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Santa subito

Regia di Alessandro Piva vedi scheda film

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La recensione su Santa subito

di pazuzu
6 stelle

Nel piccolo di una produzione senza pretese, Santa Subito consegna alla memoria pubblica la storia, fino ad ora sconosciuta ai più, di una ragazza come tante che ha visto i suoi sogni infrangersi per mano di una mente instabile che lo stato non aveva previsto di dover contenere.

 

 

Il regista Alessandro Piva afferma di aver approcciato alla storia di Santa Scorese casualmente, incontrando in un evento pubblico la sorella Rosa Maria e ascoltando come, a fronte di una tragedia, questa potesse definire l'assassino di Santa egli stesso una vittima: una vittima dello stato che, ai tempi, non aveva ancora codificato il reato di stalking, ed aveva di fatto 'omesso' di mettere in condizioni di non nuocere un uomo che aveva manifestato in maniera palese il proprio disagio psichico. L'assassinio di Santa, allora ventitreenne, avvenne nel marzo del 1991, e la legga che avrebbe potuto salvarla arrivò dopo altri diciotto anni, lasciando nel frattempo nel pericolo altre migliaia di donne.

 

 

Piva dedica Santa Subito «a chi deve sopravvivere», e lascia che a raccontare la vita di questa ragazza sia la sorella di cui sopra, i genitori, e tutte le persone del cui affetto si era circondata, e che ne parlano con stima se possibile aumentata - per lo più gente di chiesa, essendo lei una fervente cattolica che scriveva a Gesù e avvertiva la vocazione, una volta finiti gli studi, di partire come missionaria: il suo documentario, sentito e rispettoso, segue uno stile piuttosto classico, strutturato su un'alternanza tra le varie interviste intermezzate da scorci dei posti in cui ella visse (Bari e Palo del Colle), e diviso idealmente in una prima parte più leggera, nella quale si decanta la giovialità della ragazza, e una seconda più drammatica, che parte quando per la prima volta viene introdotto il discorso dello stalking e del misterioso molestatore, anch'egli proveniente dall'ambiente cattolico ma letteralmente impazzito dopo esser stato rifiutato in un seminario, e nei confronti del quale la polizia aveva le mani legate nonostante l'esistenza di diverse denunce per 'violenza privata'.
Nel piccolo di una produzione senza pretese, Santa Subito consegna alla memoria pubblica la storia, fino ad ora sconosciuta ai più, di una ragazza come tante che ha visto i suoi sogni infrangersi per mano di una mente instabile che lo stato non aveva previsto di dover contenere.

 

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