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Dies irae

Regia di Carl Theodor Dreyer vedi scheda film

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La recensione su Dies irae

di Serum
8 stelle

 

Quando l'umanità supera il limite (della ragione, dell'odio, della violenza), nascono il Divino ed il Maligno. In fondo Dreyer (dissezionando Il sogno di un uomo ridicolo) nelle sue opere non ha mai ripetuto altro, e la caccia alle streghe non è che uno dei molti contesti in cui mettere in scena quest'immersione nell'orrore dell'inconoscibilità. Perché anche osservando le ignomignose manifestazioni di una superstizione satura di desiderio di sangue, anche con la consapevolezza delle ipocrisie che il potere (il reverendo Absalon) perpetra pur essendo consciamente spergiuratore (e qui scomodiamo di nuovo Dostoevskij, ma quello de I fratelli Karamazov), anche alla luce delle pervasive suggestioni che il terrore sociale aleggiante in questo contesto antropologico è in grado di infondere in chi vi appartiene, resta il dubbio che Anna fosse davvero una strega. Lei incarna in sé il desiderio di fuoriuscire dalla realtà agghiacciante e folle in cui è costretta a vivere, di liberarsi dal giogo della paura (sociale e morale) che schiaccia le coscienze e trasforma gli uomini in pezzi d'argilla svuotata, e per far questo le è sufficiente aggrapparsi alla rivelazione di Marte, sapersi in grado di comunicare con ciò che sta al di là della putrefazione culturale in cui si trova immersa, pensarsi come parte di qualcosa che trascende definitivamente dall'oppressione del mondo nel quale è imprigionata. Ed è nell'ultima sequenza (inquietante come poche altre) che tutto crolla, in quel silenzio da cui ogni cosa era partita a passo di colomba, in cui la consapevolezza diventa realtà, la realtà orrore profondo, e quest'ultimo si accinge a minare le fondamenta di quanto avevamo creduto fino ad un momento prima, gettandoci nel caos. Dreyer manipola la narrazione, la stratifica senza che lo spettatore possa accorgersene e strappa il tessuto della razionalità senza far troppo chiasso, ma per vedere il suo discorso perfettamente compiuto bisognerà aspettare ancora qualche anno, quando sublimerà la metafisica per portarla su di un livello maggiormente teoretico con Ordet.

 

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