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Regia di Alberto De Martino vedi scheda film

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La recensione su Il consigliori

di giurista81
6 stelle

Risposta italiana a Il Padrino, successo di Francis Ford Coppola uscito nel 1972. Alberto De Martino, reduce da alcuni antesignani del futuro poliziesco, dirige, per la FIDA Cinematografica di Amati, un mafia movie ambientato a San Francisco ma culminante in un epilogo in quel di Palermo. Sceneggiato, tra gli altri, dal mestierante Adriano Bolzoni, è un film dal ritmo crescente che gioca molto sui dialoghi e sull'intreccio non disdegnando alcuni picchi di violenza. 

L'uscita dal carcere di un giovane avvocato, uno sbarbato ed elegante Tomas Milian (doppiato da Renato Izzo), determina l'esplodere di una faida tra alcune famiglie malavitose facenti capo al padrino Don Antonio Macaluso, cui da corpo un ottimo Martin Balsam. Il clan facente capo a Vincent Garofalo, l'ispanico Francisco Rabal, non accetta la decisione di Don Antonio di permettere al giovano avvocato, suo figlioccio, di uscire dal giro malavitoso per costruirsi una vita onesta. Ha così inizio una violenza per sovvertire il vertice della cupola e riscrivere le gerarchie mafiose. Un'involuzione che porterà l'avvocato interpratato da Milian a ritornare sui suoi passi, così da portare soccorso a Don Antonio. E' un Tomas Milian sotto tono, non ancora lanciato nel genere poliziesco. L'attore cubano fa da spalla a Martin Balsam, il vero protagonista, cui viene affidato un ruolo simile a quello affidato a Marlon Brando ne Il Padrino pur se connaturato da un maggior rilievo sul versante dell'azione. Balsam spara col mitra e partecipa, in prima persona, alle azioni.  

De Martino gira con un taglio americano, evitando tutti i giochi di regia che, sovente, caratterizzavano i prodotti nostrani. Solo nella seconda parte si inizia a intravedere la matrice italica, con alcune scene piuttosto violente, quali un ristoratore che viene preso di peso e gettato all'interno di un fondo a legna.

Nel complesso è un mafia movie onesto e sufficientemente riuscito, pur se non troppo denso di adrenalina. Pacate e delicate, con una punta melodrammatica, le musiche di Riz Ortolani. 

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